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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38674/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che ha confermato il rigetto della richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere applicata a Ventura per i reati di cui agli artt. 73 e 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309. Il ricorrente ha dedotto vizio di motivazione e violazione di legge sostenendo l'attenuazione delle esigenze cautelari dopo la sentenza di primo grado (esclusione dell'aggravante ex art. 74, comma 4, e riqualificazione del capo ex art. 73, comma 4), il dissolversi del gruppo criminale dal 13/11/2019, la limitata durata della sua partecipazione (quattro mesi) e la lunga precedente detenzione (luglio 2013–luglio 2019), nonché la distanza temporale tra i fatti e l'applicazione della misura nel 2023.

La decisione

Il Tribunale ha ritenuto la motivazione dell'ordinanza priva di manifeste illogicità e ha escluso che le esigenze cautelari si siano affievolite nonostante la parziale riqualificazione delle condotte. Ha valorizzato il ruolo di Ventura come gestore delle piazze di spaccio, i precedenti (anche specifici) e la ripresa delle condotte criminali dopo scarcerazione. Ha inoltre ritenuto inidonei gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico, per la manifesta trasgressività e la tendenza a ristabilire rapporti criminogeni. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile; Ventura è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Testo unico in materia di sostanze stupefacenti)

    art. 73; art. 74; art. 74, comma 4; art. 73, comma 4

    Nonostante la parziale esclusione dell'aggravante e la riqualificazione di specifici capi, il Tribunale ha ritenuto che le condizioni previste da tali disposizioni (gravità della condotta, ruolo nell'associazione e funzionalità al traffico) continuino a giustificare la custodia cautelare per la protezione delle esigenze cautelari.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione di carattere amministrativo/procedurale richiamata per gli adempimenti consequenziali alla pronuncia; il richiamo è formale e riguarda la trasmissione degli atti alla cancelleria per gli adempimenti previsti.

Massime di principio

  • La riduzione di pena o la parziale esclusione di aggravanti in sede di primo grado non determina automaticamente l'attenuazione delle esigenze cautelari: il giudice valuta la pericolosità attuale in base al ruolo concreto dell'imputato, alla gravità della condotta e alla sua funzione nell'organizzazione criminale.
  • Il dissolversi del gruppo criminale è un elemento rilevante ma non necessariamente decisivo; il giudice deve accertare se l'imputato mantenga capacità, attitudini o relazioni tali da porre a rischio le finalità della cautela (inquinamento delle prove, reiterazione, pericolo per l'ordine pubblico).
  • I precedenti penali specifici e la ripresa di condotte illecite dopo scarcerazione pesano molto nella valutazione della sussistenza di esigenze cautelari e possono legittimare il mantenimento della custodia anche quando siano disponibili misure meno afflittive.
  • Gli arresti domiciliari, anche con controllo elettronico, possono essere esclusi se il soggetto dimostra incapacità di autogoverno, trasgressività o attitudine a ristabilire contatti con soggetti criminogeni: la misura alternativa non è automatica ma va ritenuta idonea caso per caso.
  • La distanza temporale tra i fatti e l'applicazione della misura è un fattore da considerare, ma è subordinato alla valutazione complessiva del rischio di reiterazione e delle concrete condizioni personali e processuali del detenuto.
  • I ricorsi che non evidenziano vizi logico-giuridici manifesti nella motivazione del giudice di merito sono destinati all'inammissibilità; le argomentazioni difensive devono specificamente contestare i presupposti fattuali e giuridici che hanno portato alla conferma della misura.

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