Cassazione Penale, Sentenza n. 34556/2024 del 12/09/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano il provvedimento che, a parziale modifica di un precedente decreto del 22/11/2023 che aveva già ordinato la restituzione di libretti, disponeva la confisca dei saldi relativi a tali titoli. Si contestava l'abnormità del nuovo provvedimento perché adottato de plano e inaudita altera parte, senza richiesta della pubblica accusa e senza alcun contraddittorio con gli interessati; inoltre si denunciava l'erronea o mancata applicazione dell'art. 24 del "Codice antimafia" e la carenza di motivazione circa i presupposti per la confisca preventiva (assenza di collegamento effettivo tra i saldi e attività delittuose, entità modesta dei saldi e mancata indicazione del periodo di acquisizione).
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato, ritenendolo abnorme perché ha modificato un decreto già divenuto definitivo (restituzione del 22/11/2023) senza procedura, senza richiesta del pubblico ministero e senza garantire il contraddittorio; inoltre il provvedimento era stato adottato dal presidente facente funzione su una decisione originariamente collegiale, ulteriore profilo di illegittimità. La sentenza dispone la restituzione delle somme confiscate agli aventi diritto e manda gli atti alla Cancelleria per l'immediata comunicazione al Procuratore generale in sede, ai sensi dell'art. 626 c.p.p.
Norme richiamate
art. 24 Codice delle misure di prevenzione ("Codice antimafia")
La difesa lamentava la mancata o errata applicazione di tale norma in relazione ai presupposti della confisca preventiva; la Corte ha valorizzato la necessità di motivazione sul nesso tra beni e attività illecite e ha ritenuto che l'adozione della confisca senza adeguata istruttoria e contraddittorio fosse illegittima
Norma citata nella parte dispositiva per la comunicazione agli organi competenti; la Corte ha disposto l'inoltro al Procuratore generale per le valutazioni di sua competenza
Massime di principio
- Una decisione di restituzione già divenuta definitiva non può essere modificata con provvedimenti 'de plano' e inaudita altera parte: ogni cambiamento richiede la procedura corretta (contraddittorio, istanza della pubblica accusa o incidente di esecuzione/errore materiale).
- La confisca preventiva richiede motivazione specifica sul nesso tra il bene e l'attività illecita (o sulla natura di provento/strumento); saldi patrimoniali isolati ed esigui non giustificano automatismi confisca/riconducibilità al reato.
- Il giudice non può sovvertire una decisione collegiale con un atto monocratico privo di giustificazione procedurale: profili di competenza e forma possono portare all'annullamento senza rinvio.
- La pubblica accusa deve essere parte attiva nelle misure che incidono patrimonialmente: l'assenza di una richiesta del PM può compromettere la legittimità dell'atto.
- Difetti procedurali gravi (mancato contraddittorio, uso improprio dei poteri decisori, modifiche a provvedimenti definitivi) possono giustificare l'annullamento del provvedimento senza rinvio e la restituzione immediata ai legittimi aventi diritto.
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