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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15530/2025 del 18/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del Giudice di pace che lo aveva condannato alla pena di euro 8.000 di ammenda per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. I motivi erano tre: 1) deduzione di mancata assunzione di una prova decisiva e di manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che non fosse stata adeguatamente verificata la sua posizione amministrativa e che non si fosse considerata un'eventuale procedura di rinnovo del titolo di soggiorno; 2) censura del rigetto della richiesta di rinvio per consentire alla Questura di accertare l'eventuale pendenza di pratiche amministrative favorevoli, con contestazione dell'assunto per cui sarebbe onere dell'imputato allegare fatti e documenti a sua discolpa; 3) doglianza sul trattamento sanzionatorio, lamentando la determinazione della pena sopra il minimo e il diniego delle circostanze attenuanti generiche, oltre alla distinzione tra 'clandestinità' e 'irregolarità'.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso complessivamente inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che il giudice di merito aveva valutato in modo adeguato le prove, valorizzando la deposizione dell'agente accertatore e la mancanza di elementi difensivi idonei a dimostrare una richiesta di rinnovo pendente. Ha ritenuto il secondo motivo riproduttivo di censure già correttamente disattese, ribadendo che nel processo penale non grava sull'imputato un onere probatorio, ma è configurabile un onere di allegazione di fatti e documenti favorevoli. Ha reputato il terzo motivo non sindacabile in cassazione, poiché la motivazione sulla pena e sul diniego delle attenuanti generiche era sufficiente e non illogica; ha inoltre escluso rilievo alla distinzione tra clandestinità e irregolarità, affermando che per l'art. 10-bis è sufficiente la permanenza senza valido titolo di soggiorno. Conseguentemente l'imputato è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Integra il reato la permanenza nel territorio nazionale in assenza di valido titolo di soggiorno; non rileva la distinzione difensiva tra clandestinità e irregolarità se manca un titolo valido.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel reato di ingresso e soggiorno illegale dello straniero, la prova dell'assenza di un valido titolo di soggiorno è sufficiente a integrare il fatto tipico; non è decisiva una diversa qualificazione terminologica della posizione dello straniero se manca la regolarità documentale.
  • Nel giudizio di legittimità non è censurabile la valutazione di merito che abbia logicamente valorizzato la deposizione dell'operante di polizia e la mancanza di elementi difensivi concreti contrari.
  • Nel processo penale non esiste un onere probatorio a carico dell'imputato, ma è configurabile un onere di allegazione: chi invoca una circostanza favorevole deve indicare fatti, documenti o elementi specifici idonei a supportarla.
  • La richiesta di integrazione istruttoria o di rinvio finalizzata ad accertamenti amministrativi favorevoli può essere legittimamente respinta se la difesa non offre elementi concreti che rendano l'accertamento necessario o non meramente esplorativo.
  • La motivazione sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando sia congrua, non manifesta­mente illogica e fondata su elementi di fatto pertinenti, come il mancato interesse dell'imputato a regolarizzare la propria posizione.

Come è indicizzato

MaterieFavoreggiamento immigrazioneImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaImmigrazione
IstitutiOnere della prova

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