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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38630/2023 del 21/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per il reato di ricettazione di circa 550 kg di cavi elettrici. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento soggettivo e oggettivo del reato (sostenendo che i coimputati lo escludevano e che la sua partecipazione sarebbe marginale), richiesta di riconoscimento del "fatto di particolare tenuità" (art. 648, quarto comma), censura sull'applicazione dell'aggravante previsto dall'art. 625, comma 1, n. 7-bis (materiale funzionale a servizio pubblico), diniego delle attenuanti (art. 62 n.4 e art.114) per la presunta lieve entità del danno e la marginalità del ruolo, critiche all'applicazione della recidiva per mancato accertamento della maggiore pericolosità e censura sulla determinazione della pena (artt. 132 e 133).

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la sentenza di merito avesse fornito motivazione adeguata e risposto alle censure. Ha confermato la responsabilità di Angarussa quale destinatario/ricettatore del materiale: era proprietario del magazzino dove i correi sono stati sorpresi a sguainare i cavi, ulteriori 350 kg sono stati rinvenuti nella sua abitazione, e ciò dimostra la disponibilità e la consapevolezza della provenienza furtiva. È stata respinta la tesi del rinvenimento di materiale abbandonato; sono state confermate le aggravanti e il diniego delle attenuanti e della riduzione per particolare tenuità; confermata l'applicazione della recidiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla disciplina della partecipazione al reato: la Corte ha ritenuto configurabile responsabilità concorrente in base agli elementi probatori che collocano l'imputato in posizione utile rispetto alla ricettazione.

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La norma è stata interpretata nel senso che la detenzione/dispersione e la messa a disposizione di ingenti quantitativi di materiale di provenienza furtiva (magazzino e parte in abitazione) consentono di ritenere sussistente l'elemento soggettivo della ricezione con consapevolezza della provenienza illecita.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla valutazione probatoria: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione complessiva delle emergenze processuali, respingendo l'eccezione che si sarebbe trattato di ricostruzione congetturale.

  • art. 648 quarto comma cod. pen. (fatto di particolare tenuità)

    La Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità/tenuità perché la quantità e il valore del materiale e la funzione dei cavi (proprietà Enel) escludono la tenuità del fatto e la marginalità della condotta.

  • art. 625 comma 1 n. 7-bis cod. pen.

    L'aggravante è stata ritenuta applicabile in quanto il materiale sottratto risultava funzionale all'erogazione di un servizio pubblico (Enel), e la tesi del materiale abbandonato non è stata provata.

  • art. 62 numero 4 cod. pen.

    L'attenuante per minor danno non è stata riconosciuta: la Corte ha ritenuto che il danno non fosse lieve alla luce della rilevante quantità e del valore del rame.

  • art. 114 comma primo cod. pen.

    Richiamata in relazione alla circostanza attenuante per marginalità del ruolo: la Corte ha escluso la marginalità, ritenendo invece centrale il ruolo del ricorrente nella disponibilità e custodia del materiale.

  • artt. 132 e 133 cod. pen. (determinazione della pena)

    La Corte ha ritenuto che la motivazione sulla determinazione della pena fosse adeguata e ha confermato l'applicazione della recidiva e la congruità della sanzione, condannando anche alle spese e alla somma per la cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La mera presenza o l'uso congiunto di un bene illecito non è automaticamente sufficiente per escludere responsabilità: la disponibilità di un luogo dove il bene è custodito e il rinvenimento di parte del materiale nella dimora del soggetto sono elementi idonei a far emergere la consapevolezza e quindi la responsabilità per ricettazione.
  • Per ottenere il riconoscimento del "fatto di particolare tenuità" o delle attenuanti legate alla lieve entità del danno è necessario dimostrare in modo probatorio la scarsità del valore/quantità del bene e l'assenza di rilevanza funzionale del materiale; affermazioni difensive generiche (es. materiale abbandonato) richiedono riscontri concreti.
  • L'aggravante relativa a beni funzionali a un servizio pubblico trova applicazione quando risulti che il materiale appartiene a un gestore di servizio e la sua sottrazione può incidere sull'erogazione del servizio; l'ipotesi dell'abbandono va provata dalla difesa.
  • La contestazione della recidiva richiede non solo l'enunciazione dei precedenti, ma una concreta dimostrazione che tali precedenti non configurino una maggiore pericolosità sociale o non giustifichino l'aggravamento; la Corte valuta la pericolosità concreta.
  • In sede di cassazione le censure che si limitano a rieditare una diversa ricostruzione dei fatti, priva di specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali decisivi, sono spesso dichiarate inammissibili: è essenziale individuare profili di diritto o vizi motivazionali specifici e non esperire una mera rivalutazione di fatto.

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