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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28812/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale che aveva parzialmente accolto l'appello contro il rigetto dell'istanza di dissequestro di beni personali finalizzato alla confisca ex art. 240-bis c.p. La ricorrente deduceva difetto assoluto di motivazione (o motivazione meramente apparente) nella parte in cui il Tribunale avrebbe applicato il principio della "ragionevolezza temporale" relativo alla presunzione di illegittima acquisizione dei beni, senza valutare compiutamente le consulenze tecniche della difesa; contestava inoltre l'erronea utilizzazione, ai fini della determinazione delle spese familiari e della sproporzione reddituale, degli indici ISTAT non riferibili soggettivamente al destinatario, e la mancata considerazione di elementi che avrebbero dimostrato la legittimità delle provviste utili agli acquisti effettuati nel 2014-2016 (autovettura, terreni, acquisti intestati anche a figlio Francesco Monteleone).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il giudice di merito avesse fornito un apparato motivazionale minimo, comprensibile e coerente: ha applicato il principio della ragionevolezza temporale con riguardo al trasferimento contestato (2016), ha considerato l'assenza di allegazioni difensive idonee a ricondurre gli acquisti a provviste lecite (anche valutando il saldo del libretto di risparmio), ha valutato criticamente gli indici ISTAT come elementi indiziari non esclusivi insieme ad altre circostanze (acquisti, costituzione ditta, rapporti bancari) e ha ritenuto persistente una rilevante sproporzione per il triennio 2014-2016. Le doglianze sono state considerate meri rilievi di merito o non idonee a dimostrare l'assenza dei requisiti motivazionali minimi richiesti in sede di legittimità. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 512-bis c.p.

    Riferimento al trasferimento fraudolento di valori; la contestazione temporale (2016) è rilevante per l'applicazione della presunzione di illegittima acquisizione nei sequestri preventivi finalizzati alla confisca

  • art. 416-bis c.p.

    Reato contestato a soggetti collegati (es. figlio Francesco Monteleone) e considerato nella valutazione complessiva degli elementi probatori e patrimoniali

  • art. 240-bis c.p.

    Norma sulla confisca; il dissequestro era richiesto in relazione alla futura confisca prevista da questa disposizione

  • art. 325 c.p.p.

    Limite del sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali: è consentito solo per violazione di legge; la Corte ha ribadito che il vizio deve essere di legge e può comprendere gravi carenze motivazionali

  • art. 173, comma 1, disposizioni attuative c.p.p.

    Norma citata rispetto ai limiti nella esposizione del motivo in cassazione; il ricorso era articolato in un unico motivo nel rispetto di questo parametro

  • art. 616 c.p.p.

    Base normativa per la condanna della ricorrente al pagamento di una somma alla cassa delle ammende per la responsabilità nella proposizione del ricorso inammissibile

Massime di principio

  • In tema di provvedimenti cautelari reali (sequestro preventivo finalizzato alla confisca) il sindacato in Cassazione è limitato: ammessa solo la censura per violazione di legge o per gravi carenze della motivazione che rendano il provvedimento incomprensibile
  • La cosiddetta "ragionevolezza temporale" opera come criterio per valutare se acquisti avvenuti in un certo arco temporale possano essere presumibilmente riconducibili a ricchezze illecitamente acquisite; il giudice deve motivare il nesso temporale e le ragioni della sproporzione
  • Gli indici ISTAT possono essere utilizzati come elementi indiziari per stimare la spesa familiare, ma non possono costituire l'unica base dell'accertamento della sproporzione reddituale; vanno valutati criticamente insieme ad altri elementi di fatto (movimenti bancari, acquisti, costituzione di imprese, saldi dei conti)
  • La mera deduzione di mancata considerazione di consulenze tecniche o di critica sui calcoli difensivi, se rappresenta un contrasto di merito e non dimostra l'assenza totale di motivazione, è inammissibile in Cassazione
  • Per ottenere l'annullamento in sede di legittimità per vizio motivazionale è necessario dimostrare che l'apparato argomentativo sia del tutto mancante o privo dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza; controversie di valutazione rimangono in massima parte riservate al giudice del merito
  • La proposizione di ricorsi manifestamente infondati o privi dei requisiti richiesti può comportare condanne al pagamento delle spese e all'imposizione di somme alla cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

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