Cassazione Penale, Sentenza n. 46437/2024 del 17/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello che, pur riducendo la pena, ha negato il riconoscimento della causa di non punibilità speciale di cui all'art. 131-bis c.p. per particolare tenuità del fatto. Il ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 606 comma 1 lett. b) ed e) c.p.p., sostenendo che il diniego si è fondato erroneamente sui precedenti penali e su un generico rilievo di assenza di comportamenti positivamente valutabili, senza valutare i parametri oggettivi previsti dall'art. 131-bis (gravità del fatto, grado di colpevolezza, effetto sul bene giuridico, ecc.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso non manifestamente infondato perché il diniego della causa di non punibilità è viziato da motivazione insufficiente: i precedenti penali non ostano autonomamente all'applicazione dell'art. 131-bis salvo che emergano elementi di delinquenza abituale, professionale o per tendenza, o più reati della stessa indole, e la generica valutazione sulla personalità non è idonea a sorreggere il rifiuto. Essendo tuttavia maturata la prescrizione del reato il 28/06/2024, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del residuo reato per prescrizione.
Norme richiamate
La norma prevede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto sulla base di parametri oggettivi (gravità del fatto, grado di colpevolezza, effetti sul bene giuridico). I precedenti penali non escludono automaticamente l'applicazione; ostano solo se emerge delinquenza abituale, professionale o per tendenza o più reati della stessa indole.
art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Motivi di cassazione invocati: vizio di motivazione e erronea applicazione della normativa di merito che la Corte di legittimità ha ritenuto sussistente.
artt. 81 comma 2 cod. pen. e art. 8 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norme relative alla determinazione della pena e al reato contestato (falsità/fatture per operazioni inesistenti). Quelle norme sono il fondamento materiale della condanna che è stata poi oggetto di rivalutazione rispetto all'applicazione di art. 131-bis.
Massime di principio
- La presenza di precedenti penali non esclude automaticamente l'applicazione dell'art. 131-bis: il giudice deve motivare in base ai parametri oggettivi della norma e può negarla solo se emerge delinquenza abituale, professionale o per tendenza ovvero reiterazione di reati della stessa natura.
- Il giudice non può basare il diniego della causa di non punibilità su valutazioni generiche della personalità o su mancata esibizione di comportamenti 'positivi'; la valutazione deve concentrarsi sulla gravità dell'evento e sul grado di colpevolezza rispetto al reato contestato.
- Se la Cassazione riscontra un vizio di motivazione relativo alla responsabilità o all'applicazione di art. 131-bis e nel frattempo è sopravvenuta la prescrizione, può annullare la sentenza senza rinvio e dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
- In situazioni analoghe la difesa dovrebbe documentare e argomentare puntualmente i parametri oggettivi di cui all'art. 131-bis (esiguità del danno, basso grado di colpevolezza, modalità e contesto del fatto) per ottenere il riconoscimento della non punibilità.
- La procura e il giudice di merito, se negano l'applicazione di art. 131-bis, devono fornire motivazioni circostanziate che dimostrino perché i parametri oggettivi impediscono di riconoscere la causa di non punibilità.
Testo integrale
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