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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5464/2024 del 07/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma che aveva respinto la domanda di affidamento in prova al servizio sociale connessa alla condanna per usura continuata (sentenza del GIP di Velletri del 9/11/2017). I motivi di ricorso in Cassazione denunciavano: (1) inosservanza ed errata applicazione dell'art.47 Ord. pen. sostenendo che il rigetto si fondava su supposizioni e su congetture tratte dall'informativa dei Carabinieri di Ariccia del 18/01/2023; (2) carenza e contraddittorietà della motivazione per essere basata su elementi vaghi e generici e non su concreti riscontri.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato che il Tribunale di sorveglianza ha adeguatamente motivato il rigetto dell'affidamento in prova, in considerazione della gravità del reato, dei precedenti penali della ricorrente, della mancanza di un'attività lavorativa stabile e delle informazioni investigative che segnalavano frequentazioni con pregiudicati. La Corte ha rilevato che, in assenza di elementi positivi che dimostrino un processo di revisione critica e di riabilitazione, è legittimo formulare una prognosi negativa circa la non recidiva. È stata inoltre condannata la ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art.47 Ord. penale (Ordinamento penitenziario)

    La norma è stata richiamata nella valutazione della possibilità di misure alternative: il principio applicativo è che l'affidamento in prova richiede una prognosi favorevole di recupero sociale; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia correttamente valutato la mancanza di tale prognosi.

  • art.606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Consente la censura per violazione di legge; la ricorrente evocava tale vizio ma la Cassazione ha ritenuto insussistente la violazione normativa rispetto all'art.47 Ord. pen.

  • art.606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Consente la censura per motivazione insufficiente o contraddittoria; la Corte ha invece ritenuto la motivazione del provvedimento di merito adeguata, coerente e non contraddittoria.

  • art.173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai limiti di riproduzione dei motivi di ricorso in Cassazione; il ricorso è stato esaminato nei limiti ammessi dalla norma.

  • art.616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte per imporre alla ricorrente le spese processuali.

Massime di principio

  • Per ottenere l'affidamento in prova al servizio sociale è determinante la valutazione della evoluzione post-fatto della personalità dell'imputato: servono elementi positivi che attestino un concreto percorso di riabilitazione e di allontanamento da contesti criminosi.
  • La presenza di precedenti penali significativi, la gravità del reato, la mancanza di un'occupazione stabile e informazioni negative da parte delle forze di polizia sono fatti idonei a motivare il diniego dell'affidamento per prognosi di recidiva.
  • In sede di legittimità la Corte verifica solo la sussistenza, adeguatezza, completezza e logicità della motivazione del giudice di merito; non è consentito rimettere in discussione la valutazione di fatto compiuta dal giudice stesso, salvo vizio logico o insufficienza motivazionale manifesta.
  • Le informative delle forze di polizia, se fondate e coerenti con altri elementi (precedenti, frequentazioni, situazione lavorativa), possono legittimamente influenzare il giudizio prognostico negativo circa l'affidamento.
  • Chi propone ricorso deve puntare a dimostrare specifici vizi di motivazione (contraddittorietà, illogicità, insufficienza) o l'assenza di elementi obiettivi che giustifichino il diniego; la mera prospettazione di un'interpretazione alternativa dei fatti non è sufficiente.

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