Cassazione Penale, Sentenza n. 26890/2022 del 12/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di euro 13.015,00 disposto dal GIP per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione ai sensi dell'art. 321 c.p.p., sostenendo che il mero possesso di denaro, specie se accompagnato da una giustificazione, non può costituire prova del fumus commissi delicti relativo alla ricettazione.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che il provvedimento impugnato si basava su un'ipotesi astratta, fondata sulla sola quantità del denaro e sull'asserita mancanza di adeguata giustificazione, senza fornire elementi concreti idonei a collegare la somma a un delitto presupposto. Visto che per configurare ricettazione/riciclaggio occorre almeno individuare la tipologia del delitto presupposto (anche senza ricostruirne tutti gli estremi), la motivazione del sequestro è risultata insufficiente. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza e il decreto di sequestro e ha disposto la restituzione delle somme all'avente diritto.
Norme richiamate
Per la ricettazione è necessario che il denaro derivi da un delitto presupposto; il mero possesso di somme non è di per sé sufficiente a configurare il reato.
Il decreto di sequestro preventivo deve essere adeguatamente motivato sul fumus commissi delicti; la motivazione non può basarsi su elementi astratti ma richiede concretezza rispetto al caso concreto.
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 29074 del 22/5/2018 (Ndoj) e altri precedenti richiamati
La giurisprudenza afferma che il sequestro di denaro necessita di elementi concreti che colleghino le somme al reato presupposto (es. riscontri investigativi, rapporti con ambienti criminali, modalità anomale di custodia o investimento). Il mero possesso non giustifica il vincolo.
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 6584 del 15/12/2021 (Cremonese) e altri precedenti
Per configurare il reato di riciclaggio/ricettazione occorre individuare la tipologia del delitto presupposto; non è sufficiente la ricostruzione astratta o l'affermazione di possesso ingiustificato.
Massime di principio
- Il sequestro preventivo di denaro per ricettazione o riciclaggio richiede elementi concreti che colleghino le somme a un reato presupposto: la sola quantità non basta.
- Il giudice deve motivare in modo specifico e case-sensitive la sussistenza del fumus commissi delicti, evitando affermazioni generiche o astratte.
- Per la configurabilità della ricettazione è utile individuare almeno la tipologia del reato presupposto; non è necessario ricostruire tutti gli elementi storici, ma occorre un nesso probabile con il delitto originario.
- La difesa, in casi di sequestro di denaro contante, deve documentare e produrre elementi (ricevute, bonifici, testimoni, contratti) che giustifichino la provenienza lecita per contrastare l'ipotesi di illiceità.
- Per il PM e il giudice investigativo: prima di chiedere o confermare il sequestro, raccogliere riscontri fattuali (contatti con ambienti criminali, movimenti bancari sospetti, modalità di custodia anomale) che rendano plausibile l'origine illecita delle somme.
- In assenza di riscontri concreti, la misura cautelare reale (sequestro) va esclusa e le somme devono essere restituite all'avente diritto.
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