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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14798/2022 del 15/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto positivo di competenza perché lo stesso imputato (Antonio Renzi) era stato citato a giudizio davanti a entrambi i Tribunali per fatti riconducibili agli artt. 482 e 477 cod. pen. (falsità) collegati teleologicamente e per connessione al reato contestato dall'art. 642 cod. pen. (reato considerato più grave) per il quale il procedimento era già in corso a Trieste; il Tribunale di Trieste ha ritenuto che, essendo la richiesta di indennizzo assicurativo pervenuta alla Allianz S.p.A. con sede a Trieste, la competenza territoriale spettasse al Tribunale di Trieste anche per i reati connessi.

La decisione

Il conflitto è stato dichiarato positivo e risolto assegnando la competenza al Tribunale di Trieste; gli atti devono essere trasmessi al tribunale competente. La decisione si fonda sul criterio della connessione teleologica (art. 12 lett. c) cod. proc. pen.) e sull'applicazione dell'art. 16 cod. proc. pen., poiché il reato più grave (art. 642 cod. pen.) è stato ritenuto commesso nel luogo in cui è pervenuta la richiesta di indennizzo (Trieste), rendendo quindi competente quel tribunale anche per i reati meno gravi connessi.

Norme richiamate

  • art. 642 cod. pen.

    Considerato come il reato più grave rispetto agli artt. 482 e 477 cod. pen.; il luogo in cui si è verificata la conseguenza (la richiesta di indennizzo pervenuta a Trieste) determina la competenza territoriale per questo reato

  • artt. 482 e 477 cod. pen.

    Fattispecie di falsità contestata in più procedimenti e ritenuta connessa, per nesso teleologico, al reato più grave contestato a Trieste

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    L'aggravante contestata nel procedimento di Trieste è stata utilizzata per delineare il nesso teleologico fra i reati ai sensi dell'art. 12 lett. c) cod. proc. pen.

  • art. 12 lett. c) cod. proc. pen.

    Consente di riconoscere la connessione fra reati quando sussiste un nesso teleologico (finalità comune), giustificando la riunione dei procedimenti davanti allo stesso giudice

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce che la competenza territoriale si estende anche ai reati connessi al reato principale competente, per cui il tribunale competente per il reato più grave conserva la competenza anche sui reati connessi meno gravi

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 51350 del 26/10/2018, Rv. 275663

    Richiamata per il principio secondo cui il luogo in cui perviene la richiesta di indennizzo assicurativo può determinare la competenza territoriale per il reato di cui all'art. 642 cod. pen.

Massime di principio

  • Quando più giudici sono investiti dello stesso fatto e dello stesso imputato dopo l'esercizio dell'azione penale si configura un conflitto positivo di competenza che va risolto declarando il giudice competente.
  • Per valutare la connessione fra reati ai fini della competenza occorre verificare il nesso teleologico (art. 12 lett. c) c.p.p.), ad esempio quando reati diversi perseguono la medesima finalità o sono strumentali l'uno all'altro.
  • La competenza territoriale si determina anche in base al luogo della conseguenza rilevante per il reato principale; se il reato principale è ritenuto commesso in un luogo determinato (es. dove è pervenuta la richiesta di indennizzo), quel luogo determina la competenza anche per i reati connessi (art. 16 c.p.p.).
  • Per assegnare il procedimento è necessario confrontare la gravità dei reati (trattamenti sanzionatori) e attribuire la competenza al giudice del reato più grave, che assorbe la competenza sui reati connessi meno gravi.
  • In situazioni analoghe occorre verificare le imputazioni sostanziali nei diversi procedimenti per accertare se si tratta dello stesso fatto e dello stesso imputato, quindi procedere alla dichiarazione di conflitto e alla trasmissione degli atti al tribunale competente.

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