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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46252/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della libertà di Roma che aveva rigettato l'istanza di riesame proposta da Immobil Mec s.r.l., terza interessata, avverso il decreto del GIP di Civitavecchia di sequestro preventivo delle somme sul conto corrente intestato alla società, disposto in relazione al delitto di cui all'art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000 contestato a Catia Marchetti (legale rappresentante). Il ricorso per cassazione proponeva due motivi: 1) incompetenza territoriale del giudice della misura (si contestava la competenza di Civitavecchia, indicando Viterbo o Roma); 2) illegittimità del sequestro per equivalente poiché le somme erano intestate alla società e la mera delega della legale rappresentante ad operare sul conto non prova la sua "disponibilità" personale delle somme.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo (manifestamente infondato), confermando la correttezza della determinazione della competenza territoriale operata dal Tribunale (richiamando i criteri dell'art. 8 c.p.p. e dell'art. 18 d.lgs. n. 74/2000 e precisando che il luogo dell'accertamento è la sede dell'Ufficio che ha concretamente valutato i fatti). Invece ha accolto il secondo motivo: la Corte ha annullato l'ordinanza nella parte in cui ha confermato il sequestro per equivalente sulle somme del conto societario in considerazione della motivazione carente del Tribunale circa la "disponibilità" delle somme da parte dell'indagata. La Cassazione ha indicato che la mera delega o la qualifica di legale rappresentante non sono sufficienti, se il conto è intestato ad una società, a provare la disponibilità personale delle somme; occorrono elementi specifici che facciano ritenere che l'amministratore abbia utilizzato i fondi per fini estranei alla gestione societaria. Il provvedimento è stato quindi annullato con rinvio al Tribunale di Roma, sezione per il riesame, per nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000

    Norma che disciplina il delitto fiscale contestato (coefficiente di riferimento per il sequestro preventivo in relazione ai reati tributari).

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Regole generali sulla competenza territoriale; richiamato per determinare il luogo di consumazione del reato quando non si applicano le regole speciali del d.lgs. n. 74/2000.

  • art. 18, comma 1, d.lgs. n. 74/2000

    Prevede il criterio del luogo dell'accertamento quale criterio determinativo della competenza territoriale per i reati tributari; la Corte ha ribadito che per "luogo di accertamento" si intende la sede dell'Ufficio che ha effettivamente valutato gli elementi probatori.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel ragionamento per escludere che la residenza dell'indagato possa prevalere quando non richiamata dalle norme speciali; la Corte osserva che l'art. 9 non è evocato dall'art. 18 d.lgs. 74/2000.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Riferimento alla nozione di "disponibilità" del bene ai fini dell'ammissibilità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente; la Corte precisa che la disponibilità si verifica solo se vi sono elementi concreti che dimostrino l'effettiva signoria di fatto sulle somme.

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    Norma citata nella giurisprudenza su cui si fondano principi sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente; richiamata per distinguere i casi di conto intestato a persona fisica da quelli intestati a persona giuridica.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Norma procedurale invocata nel ricorso per cassazione (motivi di legittimità).

Massime di principio

  • Per i reati tributari occorre applicare prima le regole speciali dettate dal d.lgs. n. 74/2000 (art. 18 e relative disposizioni); se non trovano applicazione le regole speciali, si ricorre alle norme generali di competenza territoriale (art. 8 c.p.p.).
  • Il "luogo dell'accertamento" si individua nella sede dell'Ufficio che ha effettivamente valutato e deliberato sulla sussistenza del reato (non è sufficiente la mera acquisizione materiale della documentazione).
  • Quando il conto è intestato a una società, la qualifica di amministratore o la mera delega ad operare sul conto non sono automaticamente prova della disponibilità personale delle somme: il sequestro per equivalente richiede elementi concreti che indichino l'uso dei fondi per fini estranei alla gestione societaria.
  • L'onere di fornire elementi che giustifichino la ritenuta disponibilità personale grava sulla pubblica accusa; il giudice del riesame deve esaminare i rapporti società/amministratore, la natura e i limiti della delega e le operazioni compiute (prelievi, disposizioni a terzi, operazioni estranee all'oggetto sociale).
  • In sede di impugnazione in Cassazione non è consentito ricomporre contestazioni proprie di merito sui dati di fatto (valutazione dei mezzi probatori): ciò non impedisce però alla Corte di verificare errori di diritto o carenze motivazionali che incidano sulla legittimità della misura cautelare.
  • In pratiche analoghe è pertanto necessario documentare chiaramente, prima dell'adozione o del mantenimento di un sequestro su conti societari, elementi indiziari che colleghino l'indagato all'uso personale delle somme (movimenti anomali, trasferimenti a beneficiari estranei, operazioni non riconducibili all'attività sociale).

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