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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15498/2022 del 21/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'appello cautelare volto alla revoca del sequestro preventivo disposto nell'ambito di indagini per traffico illecito di rifiuti. Il ricorrente deduceva violazione di legge in relazione agli artt. 452‑quaterdecies c.p. e 321 c.p.p., lamentando "totale assenza di motivazione" e incoerenza logico‑giuridica del Tribunale, nonostante una sentenza della Cassazione (Sez. 3, n. 15274/20) avesse annullato in precedenza una decisione collegata per carenza motivazionale. Il ricorso contestava in particolare la valutazione del fumus commissi delicti, della quantità e della qualità dei rifiuti e del dolo specifico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo unico fosse generico e non specificasse le ragioni dell'asserita mancanza di motivazione né confutasse i punti determinanti dell'ordinanza impugnata. Il Collegio ha ritenuto adeguata e non apparente la motivazione del Tribunale in ordine all'offensività della condotta (anche con riferimento all'incidenza quantitativa del traffico illecito sul volume d'affari) e al fumus del reato; ha inoltre richiamato i limiti del controllo di legittimità in tema di sequestro preventivo. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 452‑quaterdecies c.p.

    Norma sostanziale relativa al traffico illecito di rifiuti; la Corte osserva che, ai fini del fumus commissi delicti, la valutazione della quantità e dell'incidenza sul volume d'affari e la verifica del dolo specifico sono elementi rilevanti e possono giustificare il mantenimento del sequestro preventivo se adeguatamente motivati.

  • art. 321 c.p.p.

    Norma procedurale collegata alle misure cautelari e al sequestro; il ricorrente la invoca per contestare la decisione di non revoca del sequestro, ma la Corte ritiene che la normativa sia stata applicata con motivazione sufficiente dal Tribunale.

  • art. 325 c.p.p.

    Delimita il controllo della Corte di legittimità sulle ordinanze in materia cautelare: il sindacato è ammesso solo per vizi di legge, intesi anche come carenze motivazionali così radicali da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice.

  • Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)

    Giurisprudenza richiamata per chiarire la nozione di "violazione di legge" in materia di sequestro: comprende errores in iudicando/in procedendo e vizi motivazionali gravi che rendono insufficiente la scrittura delle ragioni.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Riferimento in tema di eventuale assenza di colpa nella proposizione di ricorsi infondati; la Corte di Cassazione ha ritenuto che non sussistesse tale assenza e ha quindi applicato la sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo è ammesso solo per vizio di legge; la Corte limita il controllo a errori di diritto o a vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile la decisione.
  • Una censura generica di "mancanza di motivazione" è insufficiente: il ricorrente deve indicare puntualmente le carenze logiche o le incongruenze della motivazione impugnata e confrontarsi con i passaggi specifici del provvedimento.
  • Nelle vicende di traffico illecito di rifiuti la valutazione del fumus commissi delicti richiede attenzione all'incidenza quantitativa e alla qualità dei rifiuti sul volume d'affari, oltre alla prova del dolo specifico; la presenza di una motivazione che affronti questi temi può legittimare il mantenimento del sequestro.
  • Per impugnare efficacemente la fondatezza di un decreto di sequestro occorre documentare errori di calcolo o di fatto relativi alla quantità/qualità dei beni sequestrati o dimostrare l'assenza del dolo, non bastano riferimenti generici a precedenti decisioni.
  • La proposizione di un ricorso manifestamente inammissibile o non ben fondato può comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria, salvo che non sia dimostrata la mancanza di colpa nella valutazione dell'ammissibilità.

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