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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19206/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della proscioglimento pronunciato dal Tribunale di Siracusa per improcedibilità del reato di furto di energia elettrica in mancanza di querela, ai sensi della modifica introdotta dal d.lgs. n.150/2022; il Procuratore eccepiva che la contestazione suppletiva in udienza della circostanza aggravante "furto su cosa destinata a pubblico servizio" (art. 625, n.7) era ammissibile e avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio, sicché la declaratoria di improcedibilità era erronea.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso del Pubblico ministero fondato: ha affermato che la contestazione suppletiva della circostanza aggravante effettuata in udienza era efficace, dato che il capo di imputazione descriveva il furto mediante allaccio diretto alla rete di distribuzione (elemento idoneo a evocare la destinazione al pubblico servizio). Ne è conseguita la conclusione che il Tribunale ha errato nel dichiarare l'improcedibilità per mancata querela; la sentenza impugnata è stata annullata nella parte corrispondente e la causa è stata rinviata per il prosieguo conforme (riconoscimento della validità della contestazione suppletiva e ripristino della procedibilità d'ufficio).

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Definisce il delitto di furto; la modifica normativa del d.lgs. n.150/2022 ne ha inciso il regime di procedibilità rendendolo in molti casi procedibile a querela di parte.

  • art. 625 cod. pen.

    Contiene le circostanze aggravanti del furto; in particolare il n.7 (tra cui la destinazione del bene a pubblico servizio) è rilevante per il regime di procedibilità: alcune aggravanti mantengono la procedibilità d'ufficio.

  • art. 517 cod. proc. pen.

    Consente al pubblico ministero di contestare in dibattimento circostanze aggravanti non indicate nel provvedimento introduttivo (contestazione suppletiva); la Corte ha riconfermato la efficacia di tale strumento anche dopo l'entrata in vigore della riforma transitoria.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    il giudice deve rilevare la mancanza della condizione di procedibilità "in ogni stato e grado del processo"

    Stabilisce l'obbligo del giudice di rilevare cause di non punibilità o di improcedibilità; la Corte ha precisato che la declaratoria deve valutare la situazione esistente al momento della decisione e che, nel caso esaminato, non poteva precludere in automatico gli effetti di una contestazione suppletiva intervenuta prima della decisione.

  • d.lgs. n.150/2022 (art. 2 lett. i) e art.85)

    termine per la presentazione della querela fissato al 30 dicembre 2022 e decorrenza del termine transitorio

    Ha modificato il regime di procedibilità del furto introducendo un regime transitorio: per i fatti anteriori alla riforma la persona offesa poteva presentare querela entro termine fissato; la Corte ha analizzato l'impatto del regime transitorio sul potere del PM di contestare suppletivamente aggravanti.

  • art. 529 cod. proc. pen.

    Norma che prevede il proscioglimento nel giudizio abbreviato e che è richiamata per il contesto procedurale; nel caso di specie la sentenza impugnata era un proscioglimento ai sensi di questa disposizione rilevato come influenzato dall'improcedibilità.

  • sentenza Sez. U Sorge (n. 24906/2019)

    Giurisprudenza di riferimento che ha ammesso la "contestazione in fatto" delle aggravanti quando gli elementi fattuali siano espressi con chiarezza sufficiente da garantire il diritto di difesa; applicata per valutare se il riferimento all'energia e all'allaccio potesse integrare la contestazione.

  • sentenza Sez. U Domingo (n. 49935/2023)

    Pronuncia che ha trattato il rapporto fra contestazioni suppletive e cause di estinzione (prescrizione) e che è stata richiamata per distinguere gli effetti temporali della maturazione della causa di non punibilità; la Corte ha comunque modulato l'applicazione della disciplina alla situazione transitoria della riforma Cartabia.

  • art. 554-bis cod. proc. pen.

    Norma introdotta dalla Riforma Cartabia che disciplina l'udienza predibattimentale e prevede la possibilità di contestazioni suppletive in limine litis; la sentenza la richiama per sottolineare che il legislatore ha inteso rafforzare l'efficacia delle modifiche dell'imputazione in vista del dibattimento.

Massime di principio

  • La contestazione suppletiva (art. 517) del pubblico ministero, se formulata in udienza prima della decisione, può eliminare l'impedimento di procedibilità derivante dalla mancata querela quando la circostanza aggravante sia adeguatamente evocata dai fatti descritti (contestazione in fatto).
  • L'aggravante "bene destinato a pubblico servizio" ha natura prevalentemente valutativa: non è automaticamente "autoevidente", ma può essere ritenuta contestata in fatto quando il capo di imputazione contiene elementi fattuali univoci (es. allaccio diretto alla rete di distribuzione) che evocano la destinazione al servizio pubblico.
  • Il potere/dovere del giudice di rilevare l'improcedibilità ai sensi dell'art.129 non va applicato in modo meccanico "ora per allora" quando, prima della pronuncia, il Pubblico ministero abbia esercitato legittimamente la contestazione suppletiva che rende il reato procedibile d'ufficio; il giudice deve valutare la situazione esistente al momento della decisione.
  • Nel regime transitorio introdotto dal d.lgs. n.150/2022 la persona offesa ha un termine per presentare querela, ma il pubblico ministero dispone dello strumento ordinario della contestazione suppletiva per ripristinare la procedibilità d'ufficio; pertanto è opportuno che il PM eserciti tempestivamente tale potere, preferibilmente nella prima udienza utile.
  • Per i giudici: prima di dichiarare l'improcedibilità per mancanza di querela occorre verificare se, secondo i criteri di "contestazione in fatto" (Sorge), gli elementi fattuali presenti nel capo di imputazione o gli atti consentano al PM di contestare un'aggravante capace di mutare il regime di procedibilità.
  • Per la difesa: ove la contestazione suppletiva sia prospettata, chiedere immediatamente chiarimenti e l'integrazione del contraddittorio in modo da poter esercitare compiutamente i diritti difensivi; contestare tempestivamente la qualificazione fattuale e la ricorrenza dell'aggravante.

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