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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04790/2026 del 05/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile di rapina, articolando tre censure: 1) violazione di legge per erronea applicazione dell'art. 628, secondo comma, c.p. e dell'art. 383 c.p.p., contestando la qualificazione giuridica del fatto; 2) contraddittorietà della motivazione sulla mancata concessione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità di cui all'art. 62, n. 4, c.p.; 3) contraddittorietà e/o manifesta illogicità della motivazione quanto alla prova della sottrazione e del successivo impossessamento della merce, deducendo che tali elementi costitutivi del reato non sarebbero stati adeguatamente dimostrati. La Corte rileva anche che tali doglianze erano in parte reiterative di motivi già disattesi in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i motivi generici e manifestamente infondati, osservando che il controllo di legittimità non consente di rivalutare il merito della prova, ma solo di verificare la tenuta logica della motivazione. Ha ritenuto immune da vizi la motivazione della sentenza impugnata sia quanto alla prova del fatto di rapina sia quanto all'esclusione dell'attenuante ex art. 62, n. 4, c.p., fondata sulla gravità complessiva del fatto. Ha inoltre dato atto che la Corte di merito aveva comunque riconosciuto la sussistenza di un fatto di lieve entità alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 86/2024, ma ciò non elideva la valutazione complessiva dell'offesa. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628, secondo comma, c.p.

    Richiamato nel motivo di ricorso per contestare l'erronea applicazione della fattispecie di rapina aggravata o della sua specifica qualificazione giuridica.

  • art. 383 c.p.p.

    Richiamato nel motivo di ricorso in relazione alla dedotta erronea applicazione delle norme sul fermo o sulla procedura connessa al fatto contestato.

  • art. 62, n. 4, c.p.

    Norma invocata per chiedere l'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità; la Corte ha ritenuto corretta l'esclusione per la gravità complessiva del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    Base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • sentenza Corte costituzionale n. 86/2024

    Richiamata dalla Corte per affermare il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma senza incidere sulla valutazione complessiva del disvalore del fatto.

Massime di principio

  • In sede di legittimità la Corte di cassazione non può rivalutare il compendio probatorio, ma solo verificare che la motivazione del giudice di merito sia logicamente coerente e non manifestamente illogica o contraddittoria.
  • Le censure che si limitano a riproporre doglianze già dedotte e respinte in appello, senza confrontarsi specificamente con la motivazione della decisione impugnata, possono essere dichiarate inammissibili perché generiche.
  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non è configurabile quando la gravità complessiva del fatto esclude che il pregiudizio possa essere considerato di minima offensività.
  • Il riconoscimento di un profilo di lieve entità non impedisce al giudice di valorizzare, nel complesso, la gravità della condotta ai fini dell'esclusione di benefici o attenuanti, purché la motivazione sia coerente e completa.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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