Cassazione Penale, Sentenza n. 28430/2024 del 15/07/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Napoli che, pur avendo ritenuto provato un accordo corruttivo tra gli indagati (anche sulla base di intercettazioni e di un arresto in flagranza), ha annullato la misura cautelare ritenendo non individuabile il pubblico agente competente rispetto all'atto oggetto di mercimonio, ha riqualificato i fatti come traffico di influenze illecite e ha dichiarato inutilizzabili alcune intercettazioni. Il ricorrente deduce violazione di legge e carenza di motivazione nella ricostruzione della responsabilità per corruzione, nella valutazione della rilevanza probatoria delle intercettazioni e nella distinzione tra corruzione e traffico di influenze.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ha dichiarato inammissibile l'eccezione processuale sollevata in sede di memoria difensiva e ha annullato l'ordinanza impugnata disponendo il rinvio al Tribunale di Napoli per nuovo giudizio (competente ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.). Il Collegio ha ritenuto che il Tribunale abbia errato sia nel ritenere necessaria l'identificazione del singolo funzionario corrotto, sia nella ricostruzione giuridica che ha privilegiato il reato di traffico di influenze; inoltre la Corte ha ricordato il principio secondo cui le intercettazioni legittimamente autorizzate non risultano automaticamente inutilizzabili in caso di successiva riqualificazione del fatto. In sostanza la Cassazione ha ritenuto sussistere vizi di diritto nella decisione impugnata e ha disposto il rinvio per una nuova valutazione conforme ai principi richiamati.
Norme richiamate
Riguarda la corruzione: la Corte sottolinea che non è necessario identificare nominativamente il funzionario corrotto quando risultano chiari indizi dell'effettivo concorso di un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio; è sufficiente che l'atto sia nella sfera di competenza o di influenza dell'ufficio.
Norma collegata alla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio; richiamata nel contesto della qualificazione della condotta contestata e della presenza di un accordo corruttivo funzionale al superamento del concorso.
Articolo richiamato nell'imputazione originaria; la Corte valuta la coerenza tra gli addebiti formulati e la qualificazione giuridica definitiva del fatto.
Disciplina il traffico di influenze illecite; la Corte osserva che tale fattispecie è strutturalmente diversa dalla corruzione perché il prezzo deve essere causale rispetto all'opera di mediazione e non destinato all'agente pubblico, e che la ricostruzione dei fatti operata dal Tribunale (accordo corruttivo concluso e dazione finalizzata all'atto) è inconciliabile con la qualificazione come traffico di influenze.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Individua la competenza per il nuovo giudizio: la Cassazione rinvia il procedimento al Tribunale di Napoli ai sensi di tale norma.
principio di utilizzabilità delle intercettazioni
La Corte ribadisce il principio giurisprudenziale per cui intercettazioni legittimamente autorizzate non diventano inutilizzabili in conseguenza di una successiva riqualificazione del reato; l'eventuale diversa qualificazione non cancella la legittimità della misura adottata in precedenza.
Massime di principio
- Per configurare la corruzione non è sempre necessario identificare nominativamente il funzionario: è sufficiente dimostrare che l'atto oggetto di mercimonio rientrasse nella sfera di competenza o di influenza dell'ufficio e che esistesse un'effettiva ingerenza, anche di fatto.
- La mera consegna di denaro a un intermediario non prova automaticamente la corruzione: occorrono elementi aggiuntivi che colleghino la dazione all'effettivo concorso di un pubblico ufficiale nell'esecuzione dell'atto.
- La qualificazione come traffico di influenze richiede che il prezzo sia causalmente riferibile esclusivamente all'opera di mediazione e non ad un atto volto a influenzare direttamente un pubblico ufficiale; se la ricostruzione fattuale indica invece un accordo corruttivo, la contestazione per traffico di influenze può risultare incoerente.
- Intercettazioni legittimamente autorizzate possono essere utilizzate anche se, successivamente, il fatto viene riqualificato: il vaglio sulla utilizzabilità deve considerare la legittimità dell'autorizzazione originaria.
- In sede di riesame cautelare il giudice deve motivare esplicitamente le ragioni per escludere la configurabilità di un reato pur sussistendo elementi indiziari: valutazioni meramente assertive possono essere rimesse a sindacato di legittimità.
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