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Sentenza

Sentenza del 29/03/2023 n. 8851 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di pagamento TARI relativo all'anno 2015: la contribuente aveva ottenuto in primo grado una riduzione della tariffa del 15% ma il Comune propose appello che fu accolto dalla Commissione tributaria regionale della Campania, la quale riformò integralmente la decisione di primo grado ritenendo inapplicabile l'accordo che prevedeva riduzioni per annualità pregresse e ritenendo che il servizio di raccolta fosse svolto fino all'ingresso della zona interportuale. Acro Texture Spa ha quindi impugnato in Cassazione la sentenza del giudice del gravame denunciando violazioni di legge e vizio di motivazione con riferimento alle disposizioni sulla TARI e sulla disciplina degli appalti/servizi di raccolta rifiuti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo e il settimo motivo di ricorso, rigettato l'ottavo e assorbito i restanti, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte Tributaria Regionale della Campania per un nuovo esame. La Cassazione ha rilevato che il giudice del gravame non ha effettuato i necessari accertamenti di fatto relativi all'effettivo svolgimento del servizio all'interno dell'area interportuale e non ha adeguatamente graduato la riduzione della tariffa in relazione alla distanza dal punto di raccolta più vicino; ha quindi disposto che il nuovo giudice valuti specificamente tali elementi e le conseguenti quote di riduzione entro i limiti di legge.

Norme richiamate

  • legge n. 147 del 2013, art. 1, commi 641, 656 e 657

    art. 1, commi 641, 656, 657

    I commi 656 e 657 prevedono riduzioni tecniche della TARI ope legis: la riduzione fino al 40% (c.657) si applica quando il servizio di raccolta, pur istituito, non viene concretamente svolto in una zona di significativa estensione; la riduzione fino al 20% (c.656) riguarda casi di mancata erogazione totale o gravi disfunzioni. Le riduzioni non sono risarcimenti ma misure di temperamento dell'imposizione; spettano senza necessità di previsione regolamentare, ma il contribuente deve provare i presupposti per beneficiarne.

  • Decreto-Legge n. 201 del 2011, art. 14 convertito nella legge n. 214 del 2011

    art. 14 D.L. n.201/2011 conv. l. n.214/2011

    Richiamato come quadro normativo rilevante alla disciplina tributaria della tassa sui rifiuti e alle modifiche normative succedutesi; la dottrina giurisprudenziale estende ai nuovi tributi i principi formatisi per tributi precedenti (TARSU/TIA).

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59

    Normativa storica richiamata in tema di tributi sui rifiuti; la Corte ha richiamato la necessità di applicare principi consolidati relativi all'accertamento delle modalità di erogazione del servizio e alla verifica annuale delle condizioni di fatto.

  • D.Lgs. n. 152 del 2006

    Citato come riferimento normativo in materia di gestione dei rifiuti; utile per ricondurre le responsabilità e le modalità operative del servizio, ove rilevante.

  • Delibere e atti comunali (es. G.C. n.72/2014; G.C. n.75/2013; delibera commissariale n.90/94; delibera consiliare n.66/98; determina dirigenziale 18/05/2010)

    varie delibere e determina dirigenziale

    Atti locali richiamati dalla ricorrente per sostenere la propria tesi sull'organizzazione del servizio; la Corte sottolinea comunque che l'accertamento sulle modalità di erogazione è di fatto e va compiuto per ciascun periodo d'imposta.

Massime di principio

  • Le riduzioni tecniche della TARI previste dalla legge (fino al 40% o al 20%) spettano ope legis quando il servizio di raccolta non è concretamente svolto in una zona di significativa estensione o è gravemente deficitario; non si tratta di risarcimento ma di temperamento dell'imposizione.
  • L'accertamento se sussistono i presupposti per la riduzione è di fatto e va compiuto per ciascun periodo d'imposta: condizioni e modalità di erogazione del servizio possono variare nel tempo e non sono presunte in modo stabile.
  • Il contribuente ha l'onere di provare i presupposti per ottenere la riduzione (es. relazione tecnica, documentazione fotografica, misurazioni delle distanze, atti contrattuali che dimostrino l'area non servita), mentre l'ente può provare l'effettivo ambito di erogazione del servizio (es. capitolato d'appalto, piano finanziario).
  • La determinazione della misura della riduzione deve essere graduata in relazione all'entità del disservizio, in particolare alla distanza dal punto di raccolta più vicino: in mancanza di prova di una maggiore graduazione, si applica la percentuale massima prevista dalla norma per il caso astratto.
  • La natura pubblica o privata della zona non è di per sé determinante: ciò che conta è l'effettiva impossibilità di fruire del servizio nell'ambito considerato o la sua limitazione significativa.
  • In caso di contraddittorio giudiziario, il giudice di merito deve compiere specifici accertamenti di fatto (verificare capitolato, modalità operative, evidenze sul territorio, periodicità e punto di raccolta) e motivare la graduazione della riduzione sulla base di tali elementi.
  • Se il Comune dimostra che il servizio viene svolto 'fino all'ingresso' dell'area, può essere esclusa o ridotta la spettanza della riduzione: va valutato però se tale limite consenta comunque una fruizione reale o imponga interventi sostitutivi.

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