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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27711/2021 del 12/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di ottenere il godimento di un posto auto ricavato nell'area vincolata a parcheggio del cortile di uno stabile, dedotta in connessione con la proprietà di un appartamento situato al settimo piano. Il Tribunale aveva rigettato la domanda, e la Corte d'appello aveva confermato il rigetto. In cassazione i ricorrenti hanno anzitutto contestato la declaratoria di inutilizzabilità dei documenti relativi a una variante edilizia, sostenendo che tali atti avrebbero dovuto essere ammessi perché indispensabili alla decisione. Con gli altri tre motivi hanno denunciato violazione dell'art. 18 della legge n. 765/1967, deducendo che la realizzazione, in corso d'opera e con regolare variante, di un nuovo piano senza aumento della volumetria complessiva non avrebbe dovuto escludere il diritto ai parcheggi; hanno inoltre sostenuto che la difformità rispetto al progetto originario non riguardava l'attico, ma la trasformazione del progetto con spostamento verso l'alto dell'attico stesso. La Corte di cassazione ha ritenuto che la Corte territoriale avesse fondato il rigetto su una ratio diversa, e cioè sulla mancanza, nella documentazione prodotta, di un esplicito richiamo all'atto di asservimento necessario per estendere il diritto di uso del parcheggio, sicché le censure non coglievano tale decisivo fondamento della decisione.

La decisione

La Corte ha preliminarmente respinto le eccezioni del controricorrente sulla legittimazione dei ricorrenti e sulla validità della procura, ritenendo ammissibile il ricorso sotto tali profili. Nel merito, ha dichiarato inammissibile il primo motivo perché la Corte d'appello, pur richiamando l'art. 345 c.p.c., aveva comunque esaminato i documenti e li aveva ritenuti insufficienti per mancanza di un esplicito riferimento all'atto di asservimento. Ha poi dichiarato inammissibili anche i restanti tre motivi, perché non aggredivano la reale ratio decidendi della sentenza impugnata: il punto decisivo non era l'eventuale invariabilità della cubatura o la conformità della variante edilizia, bensì l'assenza di una riformulazione dell'impegno negoziale del proprietario idonea a estendere il diritto reale di uso sull'area a parcheggio. Il ricorso è stato quindi integralmente dichiarato inammissibile, con condanna dei ricorrenti alle spese e con atto della debenza dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 345 c.p.c.

    Nel giudizio di appello non possono essere introdotti documenti nuovi se non nei limiti consentiti dalla disciplina processuale; tuttavia, nel caso esaminato, la questione è stata ritenuta comunque non decisiva perché i documenti prodotti erano inidonei a dimostrare il richiamo all'atto di asservimento.

  • art. 360 c.p.c.

    I motivi di ricorso sono stati scrutinati come censure di violazione di legge e di nullità processuale, ma sono stati dichiarati inammissibili perché non attaccavano la reale ratio della decisione di merito.

  • art. 18, legge 765/1967

    La norma è stata invocata per sostenere il diritto al parcheggio in relazione alla cubatura dell'edificio e alla variante edilizia, ma la Corte ha escluso che la sola invariabilità volumetrica comporti automaticamente l'estensione del diritto di uso dell'area di parcheggio.

  • art. 110 c.p.c.

    È stato richiamato per affermare la legittimazione del ricorrente che agiva quale unico socio della società estinta.

  • art. 111 c.p.c.

    È stato richiamato per riconoscere la legittimazione della nuova proprietaria dell'appartamento, succeduta nel diritto controverso.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    È stato applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    È stato richiamato come parametro per la quantificazione dell'ulteriore contributo unificato dovuto in conseguenza dell'esito del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure non si confrontano con la ratio decidendi effettivamente posta a base della sentenza impugnata, ma colpiscono argomentazioni solo accessorie o comunque non decisive.
  • La mera variazione del progetto edilizio o l'eventuale invariabilità della volumetria complessiva non comportano, di per sé, l'estensione automatica di un originario atto di asservimento dell'area a parcheggio: occorre un espresso e specifico collegamento dell'atto sopravvenuto con l'impegno negoziale originario.
  • Il diritto reale di uso del parcheggio, quando fondato sull'assetto risultante dalla concessione edilizia e dall'atto di asservimento, non si estende per presunzione in base a una semplice variante edilizia, ma richiede una rinnovata manifestazione dell'impegno del proprietario.
  • Nel giudizio di cassazione le eccezioni di difetto di legittimazione o di invalidità della procura possono essere respinte quando risulti documentalmente la successione nel diritto controverso o la qualità sostanziale che giustifica la posizione processuale, e quando la procura sia rilasciata a margine del ricorso in forma idonea a soddisfare il requisito di specialità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContratto preliminareCompravendita immobiliareProprietàPossesso
RamiProcesso civileImmobiliareDiritti reali
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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