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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40333/2022 del 25/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Varese che aveva dichiarato la nullità dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale e l'inefficacia del decreto di convalida del sequestro probatorio emesso dalla Procura il 19/02/2022. Il ricorrente deduceva violazione del diritto di difesa (artt.111 e 24 Cost.) per mancata instaurazione del contraddittorio e aveva eccepito l'erronea applicazione dell'art.240 cod. pen. (confisca obbligatoria), sostenendo che parte dei beni fosse autentica e non soggetta a confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio secondo cui le cose soggette a confisca obbligatoria ai sensi dell'art.240, comma 2, cod. pen. non possono essere restituite neppure quando il decreto di convalida del sequestro viene dichiarato inefficace dal riesame. La Corte ha richiamato precedenti (Sez.3 n.8542/2001 e Sez. U n.40847/2019) e ha ritenuto che l'art.324 cod. proc. pen., richiamato dall'art.355, disponga il divieto di restituzione nelle ipotesi di confisca obbligatoria. Ha inoltre osservato che il Tribunale si è limitato ad esaminare la possibilità di restituzione senza decidere sul merito delle questioni processuali. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 355 cod. proc. pen., comma 2 e comma 3

    Regolamenta la convalida del sequestro da parte del pubblico ministero; il comma 3 rinvia all'art.324 in tema di divieto di revoca/restituzione nei casi previsti dall'art.240 cod. pen.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Prevede il divieto di revoca del decreto di sequestro e impedisce la restituzione delle cose nei casi indicati dall'art.240, comma 2; applicato anche in caso di annullamento del sequestro probatorio.

  • art. 240 cod. pen., comma 2

    Individua le categorie di beni soggetti a confisca obbligatoria (es. prodotti con segni falsi); la Corte ha ritenuto che i beni sequestrati rientrassero in questa previsione, legittimando il divieto di restituzione.

  • art. 309 cod. proc. pen., comma 10

    Norma richiamata in relazione all'intempestività della decisione; la declaratoria di inefficacia del decreto per intempestività non produce automaticamente la restituzione delle cose quando opera il divieto previsto dall'art.324 in combinato con l'art.240.

  • art. 474 cod. pen.

    Reato di introduzione nello Stato, detenzione o commercio di prodotti con segni falsi: i beni sequestrati sono stati ritenuti pertinenti a tali condotte.

  • art. 648 cod. pen.

    Ricettazione: norma richiamata fra i reati contestati, a supporto della configurabilità della confisca obbligatoria sui beni.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato dal ricorrente quale garanzia di processo equo; la Corte ha ritenuto che, pur essendo fondamentale il contraddittorio, non può comportare la restituzione di beni quando una norma materiali (art.240) vieti la restituzione.

  • art. 24 Cost.

    Diritto alla difesa invocato dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che l'invocato difetto di contraddittorio non sia idoneo a prevalere sul divieto normativo di restituzione delle cose soggette a confisca obbligatoria.

  • Sez. 3, Sentenza n. 8542 del 24/01/2001 (Gilioli)

    Giurisprudenza citata a sostegno del principio che, anche se il decreto di convalida è dichiarato inefficace, le cose soggette a confisca obbligatoria non possono essere restituite, salvo prova di estraneità al reato.

  • Sez. U, Sentenza n. 40847 del 30/05/2019 (Bellucci)

    Conferma che il divieto di restituzione previsto dall'art.324 opera anche in caso di annullamento del decreto di sequestro probatorio e ribadisce la natura speciale delle cose previste dall'art.240, comma 2.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte nei confronti del ricorrente.

Massime di principio

  • Quando i beni rientrano nelle categorie di confisca obbligatoria previste dall'art.240, comma 2, cod. pen., la legge impedisce la restituzione anche se il decreto di sequestro è stato annullato o dichiarato inefficace dal riesame.
  • La declaratoria di inefficacia del decreto di convalida del sequestro per vizi procedurali (es. intempestività) non produce automaticamente la restituzione se sussiste un divieto normativo (art.324 richiamato dall'art.355) basato sulla natura dei beni.
  • Il difetto di contraddittorio o altre censure processuali non prevalgono sulle disposizioni che impongono la confisca obbligatoria, salvo che il proprietario provi concretamente la propria estraneità al reato.
  • Se solo una parte dei beni può essere dimostrata autentica e non rientrare nelle ipotesi di confisca obbligatoria, il percorso corretto è fornire prova specifica e documentale dell'autenticità per ottenere la restituzione di quella parte.
  • In sede di riesame il Tribunale può limitarsi a valutare la possibilità di restituzione sulla base degli atti; per controdeduzioni rilevanti il difensore deve fornire elementi di prova che escano dalla mera prospettazione accusatoria.
  • In casi simili, la strategia difensiva utile è: 1) dimostrare l'estraneità al reato; 2) provare l'autenticità dei singoli beni non soggetti a confisca; 3) sollevare tempestivamente le contestazioni procedurali e richiedere valutazioni di merito con elementi probatori.

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