Cassazione Penale, Sentenza n. 44789/2024 del 05/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione per presunta errata applicazione della legge penale in relazione agli artt. 40, 110 e 640 c.p. e dell'art. 321 c.p.p.: il ricorrente sosteneva che la condotta di usura contestata fosse interamente ascrivibile al padre Tosoni Vittorio (deceduto nel 2013) e che pertanto le cessioni dell'immobile del 2005 e 2008 fossero valide e il sequestro preventivo illegittimo. In subordine si contestava l'attribuibilità della condotta a seguito di un presunto subentro nel rapporto usurario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni principali: (i) i motivi proposti attengono alla sussistenza del fumus commissi delicti e, dopo il rinvio a giudizio, tali questioni sono precluse in questa sede; (ii) le memorie depositate personalmente dall'imputato sono inammissibili a norma dell'art. 613 c.p.p. come modificato (solo difensori iscritti nell'albo speciale possono depositare atti in Cassazione). In ogni caso la Corte osserva che, secondo la contestazione, il ricorrente è comunque subentrato nel rapporto usurario e può rispondere in concorso con il defunto. Per effetto della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di Euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Riferimento alle norme invocate dal ricorrente per sostenere l'errata imputazione del reato di usura; la Corte non ha approfondito la loro applicazione sul merito perché ha ritenuto la questione non proponibile dopo il rinvio a giudizio.
Norma richiamata dal ricorrente con riguardo a vizi procedurali; la Corte ha ritenuto le questioni attinenti al fumus non proponibili in cassazione dopo il decreto di rinvio a giudizio.
art. 613 c.p.p., modificato dall'art. 1, comma 63, legge 23 giugno 2017, n. 103
La Corte interpreta la norma nel senso che, a seguito della riforma, solo i difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di Cassazione possono redigere e depositare atti nel procedimento di cassazione; le memorie depositate personalmente dalla parte sono inammissibili.
Norma applicata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Dopo l'adozione del decreto di rinvio a giudizio o del decreto che dispone il giudizio immediato, non è più proponibile in sede di impugnazione cautelare la questione sulla sussistenza del "fumus commissi delicti": tali censure devono essere svolte nelle sedi processuali ordinarie.
- In Cassazione, gli atti e le memorie devono essere depositati da difensori abilitati e iscritti nell'albo speciale; gli atti sottoscritti o depositati personalmente dall'imputato sono inammissibili.
- Se vi è un presunto "subentro" nel rapporto usurario, il subentrante può comunque essere ritenuto corresponsabile o concorrente nelle condotte illecite fino a prova contraria; la mera attribuzione dell'illecito a un soggetto deceduto non esclude automaticamente la responsabilità di chi si è inserito nel rapporto.
- L'inammissibilità del ricorso comporta spesso la condanna alle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., l'obbligo di versamento di una somma a titolo di ammenda; pertanto è importante valutare preliminarmente la proponibilità dei motivi prima di elevare ricorso.
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