Ordinanza n. 2983/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento reso dalla Prefettura - Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma in data 23 gennaio 2026 e notificato in pari data, con il quale è stato disposto il rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il rigetto adottato dalla Prefettura-Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma, chiedendone l'annullamento previa sospensione. Il diniego era motivato dall'esito negativo della verifica presso l'Agenzia delle Entrate, da cui risultava che il datore di lavoro indicato nella domanda non disponeva del reddito sufficiente, nonché dalla mancata presentazione del certificato di idoneità alloggiativa. Il ricorrente ha dedotto che, nelle more del procedimento, il rapporto con il datore originario si era interrotto per problemi finanziari della società e che, già alla fine del 2024, con comunicazione all'INPS nel gennaio 2025, era stato assunto da un nuovo datore di lavoro, tuttora in attività e in possesso dei requisiti reddituali richiesti. In giudizio ha prodotto documentazione relativa al nuovo impiego, tra cui assunzione, certificazione unica e buste paga, oltre alla richiesta di certificazione di idoneità alloggiativa presentata al Comune.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame. Ha ritenuto che la documentazione depositata rendesse necessario un nuovo esame dell'istanza considerando la complessiva situazione lavorativa del ricorrente, anche alla luce degli elementi sopravvenuti rispetto alla presentazione della domanda, nonché la richiesta di certificazione di idoneità alloggiativa prodotta in giudizio. L'Amministrazione dovrà quindi riesaminare l'istanza, senza che l'ordinanza disponga direttamente la conversione del permesso o definisca nel merito l'impugnazione. La trattazione del ricorso è stata fissata per la pubblica udienza del 13 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo e costituisce la base normativa della domanda di sospensione esaminata dal TAR.
art. 24, comma 10, d.lgs. 286/1998
Il lavoratore stagionale, che ha svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi, al quale è offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, può chiedere allo sportello unico per l’immigrazione la conversione del permesso di soggiorno in lavoro subordinato, nei limiti delle quote di cui all’articolo 3, comma 4
La disposizione consente al lavoratore stagionale che abbia lavorato regolarmente per almeno tre mesi e abbia ricevuto un'offerta di lavoro subordinato di chiedere la conversione del permesso, nei limiti delle quote previste dalla legge.
art. 3, comma 4, d.lgs. 286/1998
È richiamato dall'art. 24, comma 10, quale disposizione relativa ai limiti delle quote per la conversione del permesso di soggiorno.
Massime di principio
- Nel giudizio cautelare contro il diniego di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, l'Amministrazione deve riesaminare l'istanza considerando la complessiva situazione lavorativa dello straniero, inclusi gli elementi documentati successivi alla presentazione della domanda, quando questi incidano sulla permanenza dei requisiti per la conversione.
- La cessazione del rapporto con il datore di lavoro originariamente indicato, dovuta a difficoltà finanziarie, non esclude automaticamente la rilevanza di un successivo rapporto di lavoro subordinato, ove il nuovo impiego sia documentato e il nuovo datore possieda i requisiti reddituali richiesti.
- Ai fini del riesame della domanda di conversione, assume rilievo anche la documentata richiesta della certificazione di idoneità alloggiativa, benché prodotta nel corso del giudizio, in quanto elemento pertinente alla verifica dei presupposti dell'istanza.
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