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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08519/2023 del 24/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (socio)

La controversia

La controversia nasce dalla successione in una partecipazione di società di persone: dopo la morte della socia originaria, un soggetto si è affermato erede e ha chiesto la liquidazione della quota sociale, mentre la società e il socio superstite hanno eccepito la prescrizione del relativo credito e contestato la possibilità di agire direttamente nei confronti del socio illimitatamente responsabile. Il giudice di merito ha ritenuto che il diritto alla liquidazione fosse azionabile e che il socio illimitatamente responsabile rispondesse in via sussidiaria. In cassazione il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, violazione degli artt. 2934, 2935, 2941 e 2949 c.c., censurando la decorrenza della prescrizione: secondo lui il termine non poteva essere sospeso fino all'accertamento giudiziale della qualità di erede, perché il diritto poteva essere fatto valere anche prima. Con il secondo motivo ha dedotto violazione degli artt. 99 e 112 c.p.c. e delle norme sulla prescrizione, sostenendo che il giudice aveva errato nel collegare l'esercizio del diritto alla cessazione dell'usufrutto e nell'individuare il dies a quo dalla morte del dante causa senza atti interruttivi verso la società. Con il terzo motivo ha contestato l'affermazione della responsabilità sussidiaria del socio illimitatamente responsabile per l'obbligazione della società di liquidare la quota. La controparte ha proposto ricorso incidentale, sostanzialmente reiterando la tesi della prescrizione quinquennale del credito e della necessità di ritenere prescritto il diritto nei rapporti sociali.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo del ricorso principale, affermando che il diritto alla liquidazione della quota sociale poteva essere esercitato già dal momento in cui il soggetto assumeva la qualità di erede, senza necessità di un previo accertamento giudiziale di tale qualità; di conseguenza, solo gli ostacoli di diritto rilevano ai fini della decorrenza della prescrizione. Sono stati dichiarati assorbiti il secondo e il terzo motivo del ricorso principale. È stato accolto anche il primo motivo del ricorso incidentale, con assorbimento del secondo, nei limiti della medesima questione. La sentenza impugnata è stata cassata in relazione ai motivi accolti e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Trento in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2934 c.c.

    la prescrizione decorre dall'inerzia del titolare del diritto, salvo cause di sospensione o impedimento giuridico all'esercizio

  • art. 2935 c.c.

    il termine prescrizionale decorre quando il diritto può essere fatto valere; la Corte valorizza il solo impedimento giuridico e non la mera difficoltà pratica

  • art. 2941 c.c.

    richiamato come norma sulle cause di sospensione della prescrizione, ma ritenuta non applicabile al mero ritardo dovuto all'accertamento giudiziale della qualità di erede

  • art. 2949 c.c.

    richiamato in relazione alla prescrizione dei diritti inerenti ai rapporti sociali e al credito per la liquidazione della quota

  • art. 99 c.p.c.

    invocato per censurare il modo di introduzione e delimitazione della domanda

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per dedurre ultrapetizione o omessa corrispondenza tra chiesto e pronunciato

  • art. 2289 c.c.

    richiamato dal ricorrente per contestare la disciplina della liquidazione della quota del socio uscente nelle società di persone

  • art. 2291 c.c.

    richiamato per la responsabilità dei soci nelle società in nome collettivo

  • art. 2267 c.c.

    richiamato, per relationem, in tema di responsabilità dei soci di società semplice

  • art. 1298 c.c.

    richiamato in tema di ripartizione interna delle obbligazioni solidali

  • art. 1299 c.c.

    richiamato in tema di regresso tra condebitori solidali

  • art. 2945 c.c.

    richiamato in relazione agli effetti dell'interruzione della prescrizione

Massime di principio

  • Ai fini dell'art. 2935 c.c., la prescrizione inizia a decorrere quando il diritto è giuridicamente azionabile; non è sufficiente un impedimento meramente pratico o la pendenza di un diverso giudizio di accertamento, se il titolare può comunque agire per ottenere la prestazione.
  • La qualità di erede consente l'esercizio dei diritti acquisiti per successione dal momento dell'apertura della successione o, comunque, dal momento in cui la qualità ereditaria è acquisita, senza che sia necessario un previo accertamento giudiziale della stessa per far decorrere la prescrizione.
  • Le cause di sospensione della prescrizione devono essere tipiche e riferite a un impedimento giuridico all'esercizio del diritto; il ritardo derivante da scelte processuali o da contese sull'accertamento dello status non sospende automaticamente la prescrizione di diritti autonomi verso terzi.
  • Nelle controversie sulla liquidazione della quota del socio di società di persone, la questione della titolarità del credito e quella della sua prescrizione vanno tenute distinte dalla questione della responsabilità del socio illimitatamente responsabile, se non assorbita dall'esito sulla prescrizione.

Come è indicizzato

MateriePartecipazioni socialiInadempimentoImpugnazioni
RamiSocietarioObbligazioniProcesso civile
IstitutiPrescrizioneOnere della prova

Testo integrale

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