Cassazione Penale, Ordinanza n. 38059/2025 del 24/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva rideterminato la pena per un furto aggravato consumato ai danni di un'anziana. Nel ricorso per cassazione ha dedotto tre censure: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della remissione di querela, sostenendo che la persona offesa avrebbe voluto rimettere la querela; 2) violazione di legge quanto alla sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 2 c.p.; 3) violazione di legge quanto alla sussistenza dell'aggravante della minorata difesa di cui all'art. 61 n. 5 c.p. Le doglianze, secondo la Corte, riproponevano questioni già affrontate in appello senza un confronto specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure fossero meramente reiterative di quelle già svolte in appello e non confrontate puntualmente con la motivazione della decisione impugnata. Quanto alla remissione di querela, ha valorizzato la valutazione della Corte territoriale secondo cui la persona offesa, comparsa in udienza, non aveva espresso in modo chiaro e univoco la volontà di rimettere la querela, né ciò risultava dalle registrazioni. Quanto alle aggravanti, ha ritenuto congrua la motivazione sulla sussistenza del mezzo fraudolento, consistito nell'essersi qualificata come incaricata del sindacato o dell'INPS per indurre l'anziana a consegnare i beni, nonché sulla minorata difesa, giustificata dall'età avanzata e dalla vulnerabilità della vittima. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
aggravante della minorata difesa ritenuta sussistente in ragione dell'età avanzata e della conseguente vulnerabilità della vittima
norma incriminatrice del furto, richiamata come reato base contestato
aggravante del mezzo fraudolento ritenuta integrata dalla falsa rappresentazione della qualità di incaricata del sindacato o dell'INPS
in caso di ricorso inammissibile segue la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre questioni già dedotte in appello senza un puntuale confronto con la motivazione della sentenza impugnata.
- La remissione di querela richiede una manifestazione chiara e univoca della volontà della persona offesa; non è sufficiente un comportamento equivoco o non chiaramente interpretabile in tal senso.
- L'aggravante del mezzo fraudolento può essere integrata dalla spendita di una falsa qualità o da una rappresentazione ingannevole idonea a ottenere la disponibilità dei beni della persona offesa.
- La minorata difesa può essere ravvisata anche in relazione all'età avanzata della vittima e alla sua conseguente vulnerabilità, quando tali condizioni abbiano concretamente agevolato la commissione del fatto.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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