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Sentenza

Sentenza n. 1221/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 18922 del 06.05.2025.

Giustizia amministrativa202501082

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione relativa a una piscina interrata di circa 128 mq, realizzata senza titolo edilizio in zona agricola speciale Z7 e in area vincolata del Parco regionale del bacino idrografico del Fiume Sarno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione n. 18922 del 6 maggio 2025, relativa a una piscina interrata realizzata in assenza di titolo edilizio. Dal testo non risultano specificamente illustrati i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio la ricorrente ha presentato una SCIA in sanatoria ai sensi dell'art. 37 del d.P.R. 380/2001, ancora in fase istruttoria.

La decisione

Il TAR ha deciso la controversia con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., dichiarando il ricorso improcedibile. La presentazione della SCIA in sanatoria, relativa alle opere oggetto dell'ordinanza di demolizione, è stata ritenuta idonea a far venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'atto demolitorio. Il giudice ha inoltre rilevato che l'iniziativa spontanea volta a ottenere la sanatoria contrasta con la contestazione della legittimità delle opere e pone un dubbio di ammissibilità delle censure, alla luce del principio nemo potest venire contra factum proprium. La natura formale della decisione ha giustificato la compensazione delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti, quando la causa è immediatamente decidibile.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    Disciplina la SCIA in sanatoria presentata dalla ricorrente; la relativa istanza, ancora in fase istruttoria, ha determinato il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza di demolizione.

Massime di principio

  • La presentazione, da parte del destinatario di un'ordinanza di demolizione, di un'istanza di sanatoria relativa alle medesime opere abusive può determinare la sopravvenuta improcedibilità dell'impugnazione dell'atto demolitorio per venir meno dell'interesse alla decisione.
  • La richiesta di sanatoria delle opere oggetto dell'ordinanza di demolizione costituisce un'iniziativa sostanziale potenzialmente incompatibile con la contestazione giudiziale della legittimità delle opere medesime, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.
  • La proposizione dell'istanza di sanatoria non comporta l'accoglimento delle pretese del privato né definisce l'esito del procedimento edilizio, ma incide sull'interesse alla decisione del ricorso contro l'ordinanza demolitoria finché tale procedimento è in corso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioDecisione e riti specialiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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