Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09967/2026 del 16/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva il riconoscimento della continuazione ex artt. 81, secondo comma, cod. pen., e 671 cod. proc. pen., relativamente a reati valutati in sette sentenze irrevocabili (violazioni del testo unico sugli stupefacenti). Il Tribunale di Palermo aveva respinto l'istanza ritenendo ostative l'ampiezza dell'arco temporale (dal 2/09/2018 al 28/01/2021), gli intervalli rilevanti tra singoli episodi e l'eterogeneità delle modalità esecutive, che invece indicavano una propensione abituale al crimine e non la preordinazione di un unico programma criminoso.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato, confermando la motivazione del Tribunale: non è stato dimostrato che i reati fossero stati concepiti ed eseguiti nell'ambito di un programma criminoso unitario nelle sue linee essenziali. Perciò la disciplina della continuazione non è applicabile al caso di specie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento (il provvedimento riportato si interrompe; il testo indica comunque una condanna al pagamento da parte del ricorrente).

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Regola la continuazione: richiede che più reati costituiscano parte integrante di un unico programma criminoso, deliberato per conseguire un determinato fine e progettato, almeno nelle sue linee essenziali, dal soggetto agente.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Consente il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; impone alla giurisdizione di verifica degli elementi che attestino la preordinazione e l'unitarietà del programma criminoso anche nella fase esecutiva.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)

    "Il riconoscimento della continuazione, necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori"

    Individua i concreti indicatori necessari per il riconoscimento della continuazione: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, e la programmazione preventiva dei successivi reati almeno nelle linee essenziali.

  • Sez. 5, n. 10917 del 12/01/2012 (Abbassi)

    Distingue la continuazione dalla mera reiterazione o propensione al crimine: la ripetizione di reati come espressione di un programma di vita criminoso non equivale alla continuazione, che ha natura favorevole per l'imputato e richiede diversa valutazione.

Massime di principio

  • Per il riconoscimento della continuazione occorre prova di un programma criminoso unitario, concepito sin dall'origine almeno nelle sue linee essenziali; non è sufficiente la mera ripetizione di reati o la comune natura della fattispecie (es. tutti reati di droga).
  • In sede di esecuzione la verifica è rigorosa: devono emergere indicatori concreti quali omogeneità delle condotte e del bene giuridico protetto, contiguità temporale e spaziale, modalità esecutive uniformi e finalità comuni.
  • Archi temporali ampi, intervalli significativi tra gli episodi e modalità esecutive eterogenee ostano al riconoscimento della continuazione e orientano verso qualificazioni alternative (recidiva, abitualità, professionalità nel reato).
  • La prova della preordinazione non può fondarsi su indizi meramente presuntivi o congetture: l'onere di dimostrare la sussistenza del programma criminoso grava sul richiedente.
  • Nel settore degli stupefacenti la comune violazione della medesima norma non basta: serve dimostrare collegamenti materiali (organizzazione, ruoli, pianificazione, contiguità temporale e modalità esecutive coerenti).
  • Prassi difensiva utile: raccolta e documentazione di elementi che attestino la progettualità (comunicazioni, movimenti coordinati, tempi ravvicinati, ruoli fissi) oppure orientare la difesa a contestare la qualificazione come continuazione e valorizzare l'eventuale incidenza di istituti diversi (es. attenuanti, questioni processuali).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.