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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49742/2022 del 30/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Unico motivo: violazione di legge e carenza motivazionale per non avere il giudice dell'esecuzione pronunciato, o adeguatamente motivato il diniego, sulla richiesta di estensione del beneficio della sospensione condizionale della pena alla pena unificata. Caldarelli aveva gia' ottenuto la sospensione per una delle condanne e contestava che, una volta riconosciuta l'unicita' del disegno criminoso e applicata la disciplina del reato continuato (art. 671 c.p.p.), il divieto di nuova concessione riferito alla reiterazione del beneficio non operi se l'unificazione produce una pena unica inferiore ai limiti di legge (richiamo a art. 163 c.p.). Il ricorrente censura altresi' che il giudice non ha specificato se il precedente diniego fosse motivato sul merito (prognosi negativa) o fondato su presupposti che vengono meno con l'unificazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza del 16/06/2022 e ha rinviato al Tribunale di Nola per un nuovo esame della richiesta di sospensione condizionale alla luce dei principi esposti. La Corte ha precisato che: il giudice dell'esecuzione, applicando l'art. 671 c.p.p., puo' valutare di estendere la sospensione condizionale anche se non era stata riconosciuta in alcuna delle pronunce di condanna, pero' non puo' derogare ad una espressa negativa del giudice della cognizione basata su una valutazione di merito; se il diniego del giudice della cognizione si era fondato su presupposti (es. autonomia delle singole sentenze) che vengono meno dopo l'unificazione, il giudice dell'esecuzione deve valutare nuovamente la concessione del beneficio e motivare la decisione.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice dell'esecuzione la possibilita' di applicare la sospensione condizionale della pena alla pena complessivamente determinata in caso di unificazione per continuazione e di formulare una prognosi favorevole; pero' la facolta' e' limitata dall'eventuale negativa espressa del giudice della cognizione

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Fissa il limite che la pena complessiva non deve eccedere la somma delle pene inflitte con ciascuna sentenza, limite che il giudice dell'esecuzione deve comunque rispettare

  • art. 163 cod. pen.

    Riguarda i limiti alla concessione della sospensione condizionale e il divieto in caso di reiterazione; secondo la Corte tale divieto non opera quando, a seguito dell'unificazione in reato continuato, la pena unica e' inferiore ai limiti previsti dalla norma

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato in riferimento ai criteri di determinazione della pena e alle circostanze da considerare nella valutazione prognostica della futura astensione dal reato

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione puo' concedere la sospensione condizionale della pena anche quando nessuna pronuncia di cognizione l'abbia riconosciuta, se le condanne vanno unificate per continuazione e sussistono i requisiti di legge
  • Se il giudice della cognizione ha espresso un diniego motivato sul merito (prognosi negativa), quella decisione impedisce al giudice dell'esecuzione di concedere il beneficio
  • Se il diniego in sede di cognizione si basa su presupposti che vengono meno a seguito dell'unificazione (p.es. valutazione compiuta sulle singole sentenze autonome), il giudice dell'esecuzione deve riesaminare la concessione del beneficio e motivare la decisione
  • La mancata o insufficiente motivazione del giudice dell'esecuzione circa i punti sopra indicati determina l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame
  • In casi simili la difesa deve chiedere espressamente che il giudice dell'esecuzione valuti l'estensione della sospensione alla pena unificata e richiedere motivazione puntuale in caso di diniego

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