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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47082/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Daponte ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro sostenendo: 1) travisamento della prova circa la disponibilità esclusiva dei locali dove era custodita la merce contraffatta; 2) errata qualificazione del fatto come delitto di ricettazione invece di illecito amministrativo per "acquirente finale" ai sensi dell'art. 1, comma 7, d.l. 35/2005 (conv. I. 80/2005), con conseguente effetto di specialità; 3) violazione delle norme sulla prescrizione rilevando che il reato si sarebbe estinto per decorso del tempo prima del deposito della motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere meramente ripetitivo e per difetto di specificità nel criticare le argomentazioni della corte territoriale. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito che escludeva la qualità di "acquirente finale" dell'imputato, sulla base del rinvenimento di 199 capi di abbigliamento di taglie e formati diversi, delle modalità di stoccaggio e della mancanza di indicazioni sul luogo d'acquisto; elementi ritenuti indizi di destinazione alla vendita e della consapevolezza della provenienza delittuosa. Ha altresì respinto la questione di prescrizione, rammentando che il decorso del tempo tra dispositivo e deposito della motivazione non rende estintivo il reato quando il ricorso è inammissibile. Ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 474 cod. pen. (secondo comma)

    Riferimento al delitto relativo alla detenzione a fine di vendita di capi di abbigliamento recanti marchi contraffatti; la Corte d'appello ha dichiarato estinto per prescrizione quel delitto in relazione alla specifica data del fatto

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione, secondo comma oggi quarto)

    Delitto di ricettazione contestato per la ricezione e detenzione dei capi contraffatti; la Corte d'appello ha riconosciuto l'attenuante ed ha rideterminato la sanzione in senso più favorevole

  • art. 9 legge 689/1981

    Principio di specialità tra sanzione penale e sanzione amministrativa: norma rilevante per verificare la prevalenza dell'illecito amministrativo sull'ipotesi penale per l'acquirente finale

  • art. 1, comma 7, d.l. 35/2005 (conv. I. 80/2005, modificato dalla I. 99/2009)

    Introduzione dell'illecito amministrativo per l'acquirente finale di prodotti con marchio contraffatto; la Corte ha richiamato la definizione giurisprudenziale di "acquirente finale" e ha escluso l'applicabilità nel caso concreto per assenza dei requisiti (quantità, varietà, stoccaggio)

  • artt. 157 e 161 cod. pen.

    Norme sul regime della prescrizione; la Corte ha precisato i criteri di maturazione della prescrizione e che il decorso temporale tra dispositivo e deposito della motivazione non rende estintivo il reato quando l'impugnazione è inammissibile

  • art. 606, comma 1, lett. b ed e, cod. proc. pen.

    Motivi di impugnazione richiamati dal ricorrente (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto tali motivi generici/ripetitivi e privi di confronto critico con le argomentazioni di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna al pagamento delle spese per i ricorsi dichiarati inammissibili e la possibilità di condanna alla Cassa delle ammende; applicata dalla Corte qui

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla valutazione che l'intervenuta prescrizione può costituire motivo di cassazione solo se la prescrizione sia maturata prima della decisione impugnata e sia stata omessa la relativa statuizione

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 22225/2012

    Definizione giurisprudenziale di "acquirente finale" e principio sulla specialità dell'illecito amministrativo rispetto al reato di ricettazione per chi si può qualificare come acquirente finale

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 12433/2009

    Richiamata per il principio che le modalità di stoccaggio e particolari elementi di fatto possono accompagnare la prova della consapevolezza della provenienza illecita della merce

Massime di principio

  • La qualificazione tra illecito amministrativo (acquirente finale) e reato di ricettazione dipende sostanzialmente dalla prova dei requisiti dell'"acquirente finale": acquisto per uso personale, assenza di partecipazione alla catena distributiva e consapevolezza non equiparabile alla condotta professionale.
  • La mera deduzione generica di un travisamento probatorio senza un confronto puntuale e specifico con le motivazioni di merito rende il ricorso inammissibile per difetto di specificità; il ricorrente deve indicare criticamente dove e perché la valutazione probatoria sarebbe errata.
  • La consistenza numerica, la varietà delle taglie, le modalità di stoccaggio e la mancanza di documentazione di acquisto sono indici tipici che la giurisprudenza considera significativi per ritenere finalità commerciale e la consapevolezza della provenienza illecita.
  • Sulla prescrizione: il decorso del tempo va valutato rispetto alla data della decisione impugnata; un ricorso inammissibile non perfeziona il rapporto impugnatorio e non sospende gli effetti utili ai fini della prescrizione. L'intervenuta prescrizione può formare motivo di cassazione solo se maturata prima della decisione impugnata e se la decisione non l'ha riconosciuta.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente può essere condannato alle spese e, se persistono profili di colpa nella proposizione, al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.

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