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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23699/2023 del 03/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

Nel corso di una procedura fallimentare di vendita competitiva di un ramo d'azienda, una società aveva presentato un'offerta irrevocabile cauzionata per l'acquisto dell'azienda della fallita. Sulla base di tale offerta, la curatela aveva avviato la gara competitiva pubblicando un invito a presentare offerte migliorative, con termine iniziale per il deposito delle offerte e per l'eventuale gara. Successivamente, il curatore aveva chiesto e ottenuto dal giudice delegato l'autorizzazione a modificare l'invito e a prorogare il termine per le offerte, consentendo anche ai nuovi offerenti di partecipare. La società offerente originaria ha impugnato il relativo provvedimento davanti al tribunale, deducendo che la proroga e la modifica dell'avviso avrebbero inciso illegittimamente sul suo diritto soggettivo all'aggiudicazione del ramo d'azienda se, alla scadenza originaria, non fossero pervenute altre offerte. Ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi: omesso esame di un fatto decisivo; violazione dell'art. 100 c.p.c. per erronea esclusione del proprio interesse ad agire; violazione degli artt. 107 e 104-ter l.f. per mancato riconoscimento della vincolatività del programma di liquidazione e dell'avviso di vendita e del preteso diritto all'aggiudicazione in assenza di ulteriori offerenti.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il decreto impugnato, reso in sede di reclamo contro un provvedimento del giudice delegato relativo alla proroga del termine per la presentazione delle offerte in una vendita competitiva fallimentare, non avesse carattere decisorio e definitivo, perché riguardava un atto ordinatorio e prodromico alla futura selezione del cessionario, privo di incidenza diretta su diritti soggettivi sostanziali dell'offerente originario. La Corte ha inoltre osservato che la proroga non aveva in concreto compromesso la partecipazione della ricorrente, la quale anzi era risultata poi aggiudicataria all'esito della gara al rialzo; ha richiamato anche la clausola dell'invito secondo cui la procedura non comportava alcun impegno a contrarre né alcun diritto degli offerenti. L'inammissibilità ha assorbito il ricorso incidentale condizionato. La ricorrente è stata condannata alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 111 Cost., comma 7

    Il ricorso straordinario è ammesso solo contro provvedimenti giurisdizionali aventi carattere decisorio e definitivo, idonei a incidere irreversibilmente su diritti soggettivi.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    È richiamato come deduzione di omesso esame di un fatto decisivo, ma la censura resta assorbita dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso straordinario.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È richiamato per i motivi di violazione di legge, ma il ricorso è comunque inammissibile per difetto di decisorietà e definitività del provvedimento impugnato.

  • art. 100 c.p.c.

    L'interesse ad agire è negato dal tribunale e contestato dalla ricorrente, ma la Cassazione valorizza soprattutto la natura non decisoria dell'atto impugnato.

  • artt. 107 e 104-ter l.f.

    Sono invocati per sostenere la vincolatività del programma di liquidazione e dell'avviso di vendita, ma la Corte ritiene che la controversia investa un atto ordinatorio interno alla procedura di vendita competitiva, non un diritto soggettivo sostanziale.

  • art. 26 l.fall.

    È menzionato come base del reclamo avverso il provvedimento del giudice delegato nell'ambito della procedura fallimentare.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. è esperibile solo contro provvedimenti aventi natura sostanzialmente decisoria e definitiva; non è ammesso contro atti meramente ordinatori o prodromici alla futura definizione della procedura.
  • Nel procedimento di vendita competitiva nell'ambito fallimentare, i provvedimenti del giudice delegato o del tribunale che incidono sulla scansione temporale o sulle modalità organizzative della gara non sono di regola impugnabili con ricorso straordinario, se non incidono direttamente e irreversibilmente su diritti soggettivi sostanziali.
  • L'offerente originario in una procedura competitiva non acquista, per il solo fatto della presentazione dell'offerta o per le previsioni dell'invito, un diritto all'aggiudicazione in assenza di ulteriori offerte, quando l'avviso escluda espressamente l'assunzione di un obbligo a contrarre o la nascita di un diritto degli offerenti.
  • Per configurare l'interesse all'impugnazione di una modifica della procedura di vendita occorre un pregiudizio attuale e diretto a una posizione soggettiva sostanziale, non essendo sufficiente la mera aspirazione a ottenere condizioni procedurali più favorevoli.
  • La mera proroga del termine per la presentazione delle offerte in una gara competitiva fallimentare, in quanto atto organizzativo e non definitivo, non determina di per sé lesione immediata del diritto dell'originario offerente alla partecipazione alla procedura.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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