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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7753/2022 del 03/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato la sentenza di assoluzione pronunciata dal Giudice di Pace di Vittoria (formula: "perché il fatto non sussiste"), lamentando violazione di legge e vizio di motivazione. In particolare si censura che il giudice di merito non ha considerato né valutato le dichiarazioni della persona offesa né i referti medici prodotti dalla parte civile e si è limitato ad affermare l'assenza di prove a carico tramite argomentazioni generiche e apodittiche, configurando motivazione apparente o manifestamente illogica ai sensi dell'art. 606 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendo la motivazione della sentenza di proscioglimento insufficiente e inidonea (motivazione apparente). Ha annullato la sentenza impugnata e rinviato per nuovo giudizio al Giudice di Pace di Vittoria in diversa composizione fisica, ordinando che la lacuna motivazionale sia colmata e che si valutino correttamente le dichiarazioni della persona offesa e la documentazione sanitaria. Le spese sostenute nel presente grado dalla parte civile saranno liquidate all'esito del nuovo giudizio di merito.

Norme richiamate

  • art. 612 c.p.

    Norma che individua uno dei reati ascritti agli imputati (minaccia o simili a seconda del contesto processuale). Citata come titolo di reato oggetto del giudizio di merito.

  • art. 582 c.p.

    Norma che individua un altro dei reati contestati agli imputati (lesioni personali). Citata come titolo di reato oggetto del procedimento.

  • art. 530, co. 2, c.p.p.

    Regola che consente l'assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste"; la sentenza di merito era fondata su tale previsione ma la sua motivazione deve comunque essere adeguata e collegata alle risultanze processuali.

  • art. 606 c.p.p.

    Elenca i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda che il Procuratore può impugnare le sentenze inappellabili del giudice di pace anche per vizi di motivazione, inclusi i casi di contraddittorietà o manifesta illogicità (lett. e)).

  • art. 23, co. 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma richiamata per questioni procedurali relative alla trattazione orale dei ricorsi in udienza pubblica: la requisitoria scritta è ammessa sulla base della prevista disciplina emergenziale che limita la trattazione orale salvo specifica richiesta.

Massime di principio

  • La motivazione di una sentenza di proscioglimento non può limitarsi a enunciare l'insufficienza delle prove: il giudice deve indicare le ragioni e il collegamento con le risultanze processuali che giustificano la decisione; altrimenti si configura motivazione apparente suscettibile di annullamento.
  • Le dichiarazioni della persona offesa e i referti medici devono essere esplicitamente valutati dal giudice; anche le sole dichiarazioni della persona offesa, se ritenute attendibili, possono fondare la condanna, ma se ritenute inattendibili il giudice deve spiegare perché.
  • Il pubblico ministero può impugnare in Cassazione le sentenze inappellabili del giudice di pace per tutti i motivi di cui all'art. 606 c.p.p., inclusi i vizi logico-motivazionali; un ricorso ben fondato su carenze motivazionali può ottenere annullamento con rinvio.
  • Se la Corte di Cassazione annulla per motivazione apparente, di norma rinvia per nuovo esame al giudice di merito (talvolta in diversa composizione) ordinando di colmare la lacuna motivazionale e di conformarsi ai principi di diritto indicati.
  • Se il pubblico ministero non impugna espressamente il capo di sentenza relativo a un determinato imputato, può formarsi un giudicato sostanziale su quella parte; dunque nelle impugnazioni è necessario indicare chiaramente i capi contestati.

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