Cassazione Civile, Ordinanza n. 08878/2025 del 03/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (curatore fallimentare)
La controversia
Il Comune aveva chiesto l’ammissione al passivo del fallimento di una società appaltatrice per il costo necessario a ripristinare lavori pubblici eseguiti non a regola d’arte, sostenendo di aver subito un danno quantificato in euro 713.560,87. Il giudice delegato aveva negato l’ammissione; il Comune aveva proposto opposizione allo stato passivo, che il Tribunale ha accolto solo in parte, ammettendo il credito per euro 277.676,48. In cassazione il curatore ha dedotto: 1) violazione dell’art. 327 c.p.c. e dell’art. 99 l.fall., assumendo che l’opposizione allo stato passivo sia soggetta al termine lungo semestrale e che la comunicazione tardiva del decreto di esecutività non possa far prevalere il termine breve; 2) violazione dell’art. 99 l.fall. e dell’art. 1667 c.c., sostenendo che il Comune non avesse specificamente provato la denunzia dei vizi nei termini di legge; 3) violazione dell’art. 99 l.fall. e degli artt. 115, 61 e 62 c.p.c., lamentando l’uso di una consulenza tecnica esplorativa e di documenti acquisiti irritualmente o tardivamente.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, assorbendo il secondo e il terzo. Ha affermato che l’opposizione ex art. 98 l.fall. era stata proposta oltre il termine semestrale di cui all’art. 327 c.p.c., decorrente dal deposito del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, e che la successiva comunicazione del decreto non poteva impedire la maturazione della decadenza. Ne è derivata la cassazione senza rinvio del decreto del Tribunale, poiché l’opposizione era tardiva e quindi inammissibile e non poteva proseguire. Le spese del giudizio di opposizione e del giudizio di legittimità sono state compensate integralmente per la novità della questione trattata.
Norme richiamate
Il termine lungo semestrale per impugnare opera indipendentemente dalla notificazione; la sua scadenza determina la decadenza anche se il termine breve, decorrente dalla comunicazione/notificazione, scada successivamente.
Richiamato in relazione al termine breve di impugnazione che può decorrere anche a seguito di notificazione, senza però prorogare il termine lungo.
L’opposizione allo stato passivo deve rispettare i termini di impugnazione applicabili; se proposta oltre il termine lungo è inammissibile e non può avere prosecuzione.
Norma invocata per disciplinare l’opposizione allo stato passivo e i suoi limiti processuali; la Corte la coordina con l’art. 327 c.p.c. ai fini della decadenza.
Il decreto del giudice delegato che rende esecutivo lo stato passivo decorre dal deposito in cancelleria; la sua tardiva comunicazione non incide sulla maturazione del termine lungo.
art. 382, 3° co., ultima parte, c.p.c.
Usato come base per la cassazione senza rinvio quando la causa non poteva proseguire per tardività dell’opposizione.
Richiamato dal ricorrente per contestare la specificità e la tempestività della denunzia dei vizi dell’opera da parte del committente.
Invocato per censurare l’uso di documenti e di un accertamento tecnico ritenuti irrituali o esplorativi.
Richiamato con riferimento al ricorso alla consulenza tecnica d’ufficio.
Richiamato insieme agli artt. 61 e 115 c.p.c. per contestare l’attività del consulente tecnico e la base istruttoria della decisione.
Massime di principio
- Nel sistema delle impugnazioni, la scadenza del termine lungo ex art. 327 c.p.c. produce la decadenza indipendentemente dalla notificazione dell’atto o del provvedimento da impugnare; la notificazione può solo far decorrere anche il termine breve, ma non neutralizza la già avvenuta maturazione del termine lungo.
- Se il termine lungo per impugnare è già spirato, la successiva osservanza del termine breve non sana la tardività dell’impugnazione né impedisce la formazione del giudicato o della decadenza.
- Nel procedimento di verifica del passivo, la tardiva comunicazione del decreto di esecutività dello stato passivo non modifica la disciplina dei termini processuali e non consente di superare la decadenza già maturata con il decorso del termine lungo.
- Quando l’opposizione allo stato passivo è proposta oltre il termine lungo applicabile, essa è inammissibile e il giudice dell’impugnazione non può esaminarne il merito; la cassazione può avvenire senza rinvio.
- Le questioni nuove di merito su vizi dell’opera, onere di denuncia e utilizzabilità della consulenza tecnica restano assorbite se la domanda o l’impugnazione è dichiarata tardiva e inammissibile.
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