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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9024/2023 del 02/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 20/07/2021 che ha rigettato la richiesta di applicazione in sede esecutiva della disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. con riguardo a due gruppi di sentenze: il primo relativo a più violazioni degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale (fatti del 2012-2013), il secondo relativo a reati di falsità in titolo di credito e ricettazione (fatti 2006-2007). Il ricorrente lamenta omissione di considerazione del reato indicato come b3) e vizio di motivazione in quanto il giudice non avrebbe valutato gli elementi sintomatici di un unico disegno criminoso (omogeneità, luogo, modalità, breve arco temporale) necessari per riconoscere la continuazione

La decisione

La Corte accoglie il ricorso, ritenendolo fondato: rileva che il giudice dell'esecuzione non ha verificato concretamente l'unitarietà progettuale degli illeciti e non ha preso in considerazione il reato b3) indicato dall'istante. Annulla l'ordinanza impugnata e dispone il rinvio degli atti al Tribunale di Isernia in diversa composizione per nuovo esame della richiesta, conformandosi ai principi richiamati dalla Corte costituzionale (sent. n. 183/2013)

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Consente al giudice dell'esecuzione di applicare in executivis la continuazione quando vi sono più sentenze irrevocabili in procedimenti distinti contro la stessa persona e di rideterminare le pene secondo i criteri della norma; richiede prova di una congiunta previsione di un medesimo disegno criminoso, di regola desumibile da indici esteriori

  • art. 81 cod. pen.

    Prezisa il concorso di reati e il criterio per la determinazione della pena quando le condotte sono riconducibili a un medesimo disegno criminoso; la continuazione in executivis implica l'accertamento dell'unitarietà progettuale rilevante ai fini dell'art. 81

  • Sentenza Corte costituzionale n. 183 del 03/07/2013

    Sent. Corte cost. n. 183/2013

    Stabilisce il principio secondo cui, in caso di annullamento di ordinanze in materia di continuazione in sede esecutiva, il giudice di rinvio deve essere in diversa composizione fisica

  • Giurisprudenza di legittimità citata (Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008)

    Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008, dep. 2009 (Di Maria, Rv. 243632)

    Indica che la prova dell'esistenza di un disegno criminoso va ricavata da indici esteriori significativi, alla luce dell'esperienza, poiché la interiorità psicologica del soggetto è inesplorabile

  • Giurisprudenza di legittimità citata (Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010)

    Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010 (Bonasera, Rv. 246838)

    Precisa l'elenco di indici esteriori utili (distanza cronologica, modalità delle condotte, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità, causalità, condizioni di tempo e luogo) e che nessuno di essi è, da solo, necessario; la combinazione degli indizi aumenta la probabilità dell'accertamento di un disegno unitario

Massime di principio

  • La continuazione in sede esecutiva (art. 671 c.p.p.) è possibile solo se emerge un "medesimo disegno criminoso" tra sentenze irrevocabili: il giudice deve verificare concretamente tale unità progettuale
  • La prova dell'unitarietà si desume da indici esteriori (prossimità temporale, omogeneità delle condotte e dei reati, identità o prossimità del luogo, stessa modalità esecutiva, rapporto causale) e non da elementi psicologici direttamente osservabili
  • Nessun singolo indice è decisivo: è la concomitanza e la coesione degli indizi che rendono probabile l'esistenza di una programmazione unitaria
  • Il ricorrente deve indicare e documentare tutte le sentenze interessate (inclusa qualsiasi sentenza omessa dal giudice) e spiegare in che modo gli indici supportano la richiesta di continuazione
  • Se il giudice dell'esecuzione omette di considerare una sentenza rilevante o non motiva adeguatamente l'esistenza/assenza di un disegno unitario, l'ordinanza può essere annullata con rinvio per nuovo esame
  • In caso di annullamento sul punto, il nuovo esame deve essere svolto da un giudice in diversa composizione fisica (principio costituzionale richiamato dalla Corte cost.), per garantire imparzialità e serietà del riesame
  • In fase di impugnazione è utile richiamare la giurisprudenza consolidata che elenca gli indici valutabili e spiegare perché, nel caso concreto, la combinazione degli elementi porta a favore della continuazione
  • La valutazione rimane comunque ampiamente discrezionale e basata su un giudizio di probabilità indiziaria: meglio presentare un quadro fattuale il più completo possibile (date, luoghi, modalità, corrispondenze tra reati e condotte)

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