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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39627/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che, su appello del P.M., ha sostituito gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere. La doglianza principale è violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 275 cod. proc. pen.: la difesa sostiene che il GIP aveva correttamente valutato le esigenze cautelari e aveva disposto gli arresti domiciliari con divieto di comunicare con soggetti non conviventi, mentre il Tribunale del riesame avrebbe omesso valutazioni rilevanti e non motivato adeguatamente il mutamento della misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale del riesame fosse sorretta da adeguata motivazione: il Tribunale aveva evidenziato i molteplici precedenti penali, anche gravi e specifici, la personalita e l'atteggiamento processuale dell'indagato, il fatto che fosse in corso di esecuzione una misura terapeutica alternativa al momento dell'arresto e che fosse stato sorpreso in compagnia di pregiudicati, elementi che giustificano il pericolo di recidiva e la scelta della custodia in carcere ai sensi degli artt. 274, comma 1, lett. c) e 275 c.p.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende; disposizioni esecutive demandate alla cancelleria ai sensi dell'art. 28 reg. esec. c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 1

    art. 73, comma 1, d.P.R. 309/90

    Rileva il reato contestato, detenzione illecita di stupefacenti (cocaina), che è il fatto per cui si procede e giustifica l'applicazione di misure cautelari adeguate alla gravità dell'offesa

  • Codice di procedura penale, art. 274, comma 1, lett. c

    art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.

    La Corte richiama che l'esigenza cautelare del pericolo di reiterazione del reato deve essere valutata tramite una analisi concreta che consideri modalita della condotta, personalita del soggetto e contesto socioambientale; tali elementi sono stati ritenuti sussistenti nel caso concreto

  • Codice di procedura penale, art. 275

    La critica difensiva in ordine alla motivazione della misura è stata ritenuta infondata: il Tribunale del riesame ha fornito motivazione congrua e coerente ai fini della scelta della misura cautelare

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la misura di condanna al versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilita del ricorso quando non ravvisata assenza di colpa nella sua proposizione; applicata nel caso per euro 3000

  • Regolamento di esecuzione c.p.p., art. 28

    art. 28 reg. esec. c.p.p.

    Indica gli adempimenti della cancelleria a seguito della decisione, cui la sentenza rinvia per l'esecuzione formale

Massime di principio

  • Per disporre la custodia in carcere per pericolo di reiterazione (art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.) il giudice deve svolgere un'analisi concreta che consideri modalita della condotta, personalita dell'imputato e contesto socioambientale; la presenza di precedenti specifici e di comportamento incompatibile con misure alternative rafforza la prognosi di pericolosita
  • La mera contestazione difensiva della valutazione del giudice di merito non è sufficiente in Cassazione: occorre dimostrare vizi di motivazione o errori di diritto manifesti; in assenza di cio il ricorso puo essere dichiarato inammissibile
  • La violazione o insufficiente valutazione di elementi come il fallimento di misure alternative in corso (es. affidamento terapeutico) o la frequentazione di soggetti pregiudicati giustificano il passaggio da misure meno afflittive agli arresti in carcere
  • La Corte puo condannare il ricorrente al pagamento di spese e somme alla Cassa delle ammende quando il ricorso è manifestamente infondato, salvo che emerga assenza di colpa nella proposizione
  • In situazioni analoghe è fondamentale nella difesa documentare in modo concreto l'assenza dei requisiti per la misura (ad esempio prova di stabile ancoraggio sociale, elementi che smentiscano la pericolosita di recidiva, prova di affidabilita rispetto a misure alternative)

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