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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42648/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per tardività il reclamo avverso il decreto di espulsione emesso dal Magistrato di sorveglianza. Il ricorrente sosteneva che il termine di 10 giorni per proporre opposizione decorresse non dalla data del decreto, ma dalla comunicazione successiva effettuata dalla Procura (provvedimento del 15 giugno 2021 notificato il 17 giugno 2021) che informava della sospensione dell'esecuzione del decreto e indicava la possibilità di impugnazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il termine di 10 giorni per proporre opposizione ai sensi dell'art. 16 d.lgs. n. 286/1998 decorre dalla comunicazione del decreto di espulsione prevista dallo stesso comma (nella specie notificato l'11 giugno 2021) e non dalla successiva comunicazione della Procura. Di conseguenza l'opposizione proposta il 25 giugno 2021 è stata ritenuta tardiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 286 del 1998, art. 16, commi 6 e 7

    comma 6: "il decreto di espulsione ... è comunicato al pubblico ministero, allo straniero e al suo difensore, i quali entro il termine di dieci giorni possono proporre opposizione dinanzi al Tribunale di sorveglianza"; comma 7: sospensione dell'esecuzione fino alla decorrenza del termine di impugnazione o alla decisione del Tribunale

    La Corte interpreta che il termine per proporre opposizione decorre dalla comunicazione del decreto di espulsione come prevista dal comma 6; la successiva comunicazione della Procura non avvia un nuovo termine di impugnazione né sospende i termini originari

  • codice di procedura penale, art. 606, lett. b)

    Richiamato per delimitare il motivo di ricorso in cassazione (errata applicazione della norma), ossia censura sull'interpretazione del termine processuale per impugnare il decreto di espulsione

Massime di principio

  • Il termine di 10 giorni per proporre opposizione contro un decreto di espulsione ai sensi dell'art. 16 d.lgs. 286/1998 decorre dalla comunicazione del decreto stessa al condannato e al suo difensore, non da una successiva comunicazione informativa della Procura
  • La notificazione effettiva del decreto (data certa di comunicazione prevista nel decreto) è determinante per il calcolo del termine: occorre annotare la data di notifica per evitare la dichiarazione di tardività
  • Una comunicazione successiva della Procura che informa sulla sospensione dell'esecuzione non rinnova né sospende i termini di impugnazione già decorrenti dalla notifica del decreto
  • La nomina di un nuovo difensore non altera il decorso del termine se il decreto è già stato regolarmente notificato al difensore precedente e al condannato; chi cambia difensore deve verificare tempestivamente lo stato delle notifiche
  • In situazioni dubbie è prudente proporre l'impugnazione nei termini più stretti possibile (non oltre i 10 giorni dalla notifica del decreto) e conservare prova della data di notifica
  • L'esecuzione del decreto di espulsione resta sospesa fino alla scadenza del termine di impugnazione o fino alla decisione del Tribunale, ma ciò non incide sul punto di partenza del termine di opposizione

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