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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47709/2024 del 31/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la pronuncia che aveva riconosciuto la sua responsabilità civile per due episodi di appropriazione indebita (reati poi estinti per prescrizione in appello). Contestava la qualificazione della condotta come appropriazione indebita, deducendo difetto di dolo appropriativo e assenza di elementi strutturali del tipo (sostenendo al più responsabilità colposa per mancato controllo sul contabile Ziccardi), affermava l'assenza di prova della consapevolezza delle operazioni poste in essere dal collaboratore e la mancanza di prova del profitto personale; inoltre deduceva l'assenza della condizione di procedibilita' per l'aggravante prevista dall'art. 61 comma 1 n. 11 c.p. per presunta tardivita' della querela, e la mancata esistenza di rapporto di servizio che avrebbe giustificato l'aggravante stessa.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto provata la destinazione delle somme alla FIT e la violazione del vincolo di destinazione da parte dell'accipiens: le somme riscosse non confluirono nel conto entrate della Federazione e il ricorrente aveva controllo sulle chiavi d'accesso e sulle informazioni contabili, favorendo la distrazione dei fondi e ostacolando la rilevazione. Per il capo A la responsabilità in concorso con il contabile Ziccardi è stata ritenuta provata; per il capo B è stata riconosciuta la condotta appropriataria del solo Raccuglia che aveva fatto confluire somme sul proprio conto personale. Quanto alla procedibilità dell'azione per l'ipotesi aggravata, la Corte ha ritenuto che la perdurante costituzione di parte civile garantisca la sussistenza dell'istanza di punizione nonostante la novella sulla procedibilità. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato, Raccuglia è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della FIT nel limite della domanda.

Norme richiamate

  • art. 61, comma 1, n. 11 cod. pen.

    Aggravante per chi, in posizione apicale o di responsabilita', commette appropriazione indebita; la Corte ha ritenuto integrata l'aggravante dato il ruolo apicale del ricorrente nella gestione dei conti regionali FIT.

  • d.lgs. 10 aprile 2018, n. 36

    Ha modificato il regime di procedibilità per l'appropriazione indebita aggravata prevedendo la procedibilità a querela; la Corte ha interpretato che la perdurante costituzione di parte civile garantisce la consistenza dell'istanza di punizione ai fini della procedibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione.

  • Corte costituzionale, sent. n. 182 del 2021

    Richiamata per il principio secondo cui, anche se il reato si estingue per prescrizione, il giudice di merito deve valutare i presupposti della responsabilità civile derivante da reato; la Corte di legittimità ha applicato tale criterio nel confermare la responsabilità civile.

  • Sezioni Unite, sent. n. 36208 del 28/03/2024 (Calpitano)

    Richiamata per l'indicazione che, nel giudizio di appello con estinzione del reato per prescrizione, il giudice non può limitarsi ad accertare la causa estintiva ma deve comunque valutare la sussistenza dei presupposti per l'assoluzione o responsabilità civile; la Corte ha applicato la regola nel rigetto del ricorso.

  • Giurisprudenza di merito citata (es. Sez. 2 e Sez. 3 civ.)

    varie pronunce (Sez. 3 civ. n. 10073/2010; Sez. 2 n. 12869/2016; Sez. 2 n. 25281/2016; Sez. 2 n. 50672/2017 ecc.)

    La Corte ha richiamato l'orientamento che individua nell'esistenza di un vincolo specifico di destinazione del denaro l'elemento qualificante dell'appropriazione indebita quando l'accipiens devia il denaro dalla sua causa; inoltre la responsabilità del mandatario per la gestione delle somme affidate è consolidata quando non informa il mandante delle vicende del mandato.

Massime di principio

  • Se somme sono raccolte con una destinazione specifica verso un ente, chi ne detiene la disponibilita' fiduciaria non puo' disporne liberamente: la deviazione dalla destinazione integra appropriazione indebita quando e' dimostrabile il vincolo di destinazione e la distrazione.
  • La posizione apicale e il controllo effettivo sulle chiavi d'accesso o sugli estratti conto possono comprovare il dolo o il concorso nell'appropriazione anche se le operazioni materiali sono state eseguite da un collaboratore.
  • L'estinzione del reato per prescrizione non preclude l'accertamento della responsabilita' civile: il giudice deve comunque valutare gli elementi di fatto per decidere sulle conseguenze civili.
  • La novellata procedibilita' a querela per l'appropriazione indebita aggravata non esclude l'azione quando la parte civile si mantiene costituita: la persistenza della costituzione può assicurare la 'condizione di procedibilita'' in concreto.
  • Nel dubbio tra colpa e dolo, elementi come la scelta del soggetto preposto, la sottrazione di informazioni contabili e il comportamento volto a impedire controlli possono far propendere il giudice per la sussistenza dell'elemento intenzionale.
  • La prova della destinazione e della diversa imputazione dei flussi finanziari (cioe' che le somme non sono confluite nel patrimonio dell'ente ma sono state dirottate) e' fondamentale per integrare l'illecito civile derivante da reato.

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