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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16052/2025 del 28/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha confermato l'impossibilità di convertire la pena sulla base della rinuncia alla sospensione proposta dal difensore senza apposita procura dell'imputato, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e ha corretto la motivazione in diritto pur ritenendo comunque fondata la decisione finale.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gueye impugnava la sentenza d'appello che, confermando la condanna per ricettazione (quarto comma art. 648 c.p.) e per la contravvenzione di cui all'art. 6, comma 3, D.Lgs. 286/1998, aveva rideterminato la pena a 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa (la Corte d'appello aveva dichiarato prescritta la contravvenzione). In primo grado il Tribunale aveva invece inflitto 5 mesi e 300 euro e concesso la sospensione condizionale. In cassazione il ricorrente denunciava l'erronea applicazione dell'art. 58 della legge 689/1981: aveva chiesto in appello la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 e ss. della legge 689/1981 e la rateizzazione, subordinando tale richiesta alla revoca del beneficio della sospensione condizionale. La Corte d'appello aveva respinto la richiesta ritenendo che, in base alle modifiche normative del 2022, le pene sostitutive risultano precluse se è già stata concessa la sospensione. La Suprema Corte ha ritenuto infondata la censura: pur rilevando l'erroneità della motivazione della Corte d'appello sul profilo dell'applicabilità della norma più favorevole nel tempo, ha confermato il rigetto per altra ragione sostanziale: la rinuncia alla sospensione condizionale è atto personalissimo che può essere validamente compiuto solo dal condannato e non dal difensore privo di procura speciale; pertanto la rinuncia posta a fondamento della richiesta di conversione era inefficace e la sostituzione non poteva essere concessa.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 648, quarto comma; art. 2, terzo comma; art. 2, quarto comma; art. 163

    art. 648 c.p.: norma che disciplina la ricettazione (qui richiamata per ricondurre la fattispecie all'ipotesi prevista dal quarto comma). art. 2 c.3 e c.4 c.p.: regole sulla successione delle leggi penali nel tempo, cui la Corte rimanda per l'applicazione della norma piu favorevole. art. 163 c.p.: disciplina il beneficio della sospensione condizionale della pena, la cui revoca o rinuncia incide sul profilo sanzionatorio e configura un atto personalissimo.

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689

    art. 53 e ss.; art. 58; art. 61-bis

    art. 53 e ss.: disciplinano le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi (convertibilità e natura afflittiva). art. 58: norma richiamata dalla difesa e dalla Corte d'appello come ostativa alla sostituzione in presenza di sospensione già concessa. art. 61-bis: norma relativa al divieto di cumulo o condizioni di applicazione delle pene sostitutive, richiamata nel contesto delle novellazioni del 2022; la Corte osserva che le disposizioni sulle pene sostitutive hanno natura sostanziale e quindi vanno valutate secondo le regole di retroattività favorevole.

  • Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 e decreto legge 31 ottobre 2022, n. 162 (art. 71)

    citati nella sentenza come interventi normativi che hanno modificato la disciplina delle pene sostitutive

    le modifiche introdotte nel 2022 sono rilevanti per la disciplina delle pene sostitutive; la Corte segnala però che, per profili di retroattività e favore dell'imputato, le novellazioni sostanziali devono essere applicate solo se più favorevoli rispetto alla legge vigente al tempo del fatto.

  • Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286

    norma del testo unico sull'immigrazione che prevede la contravvenzione contestata all'imputato; la Corte d'appello ha dichiarato prescritta tale contravvenzione.

  • Codice di procedura penale

    art. 99 c.p.p.: nozione e tutela dei diritti personalissimi, dai quali discende che atti come la rinuncia alla sospensione sono esercitabili solo dall'imputato o tramite procura speciale. art. 619 c.p.p.: potere della Corte di Cassazione di correggere la motivazione in diritto quando la decisione sia comunque corretta per altre ragioni.

Massime di principio

  • La richiesta di conversione della pena detentiva in pena pecuniaria ai sensi della legge 689/1981 e simili deve essere formulata tenendo conto che le pene sostitutive hanno natura sostanziale e sono valutate secondo le regole sulla successione delle leggi penali nel tempo; va applicata la norma piu favorevole per l'imputato se il fatto è anteriore alla novazione legislativa.
  • La rinuncia alla sospensione condizionale della pena è un atto personalissimo che incide sul profilo sanzionatorio: può essere compiuta validamente solo dall'imputato o da chi ne sia munito di procura speciale espressa. Una rinuncia proposta dal difensore privo di procura speciale è inefficace e rende inammissibile la richiesta condizionata a quella rinuncia.
  • Se una richiesta difensiva è subordinata a un atto personale che risulta inefficace, la richiesta stessa decade e il giudice può respingerla indipendentemente dalla valutazione sostanziale della possibilità di conversione della pena.
  • In caso di novazione normativa che incide su pene sostitutive o diritti sostanziali occorre sempre verificare la retroattività favorevole: la Corte applicherà la disciplina piu favorevole se il fatto è anteriore alla modifica, salvo altre ragioni ostative legittime.
  • La Corte di Cassazione può confermare la decisione finale anche correggendone la motivazione in diritto quando la decisione sia comunque corretta per ragioni diverse da quelle addotte dal giudice di merito.

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