Parere n. 1000/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto da Salvatore Orlandi, contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nei confronti di Tamoil Italia Spa, avverso provvedimento di revoca licenza di esercizio di distributore stradale di carburanti n. 23372del 1° giugno 2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeRevoca della licenza fiscale di esercizio di un distributore stradale di carburanti, provvedimento n. 23372/RU del 1° giugno 2023.
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
Il ricorrente ha impugnato in sede straordinaria la revoca della licenza fiscale relativa a un impianto di distribuzione carburanti, deducendo eccesso di potere, violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e difetto di istruttoria. Ha sostenuto che l’Amministrazione avrebbe dovuto attendere la definizione del contenzioso civile pendente con la società proprietaria dell’impianto, relativo alla risoluzione dei contratti di cessione gratuita e fornitura, nonché l’eventuale accertamento giudiziale circa la legittimità della risoluzione e l’assenza di un ordine giudiziale di rilascio dell’impianto. L’Amministrazione ha eccepito preliminarmente l’inammissibilità del ricorso, poiché diretto contro un provvedimento non definitivo, adottato da un Ufficio delle Dogane di livello dirigenziale non generale e soggetto a ricorso gerarchico presso la Direzione Territoriale competente.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione preliminare dell’Amministrazione e ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza esaminare i motivi di merito né l’istanza cautelare. Il provvedimento impugnato era stato adottato dall’Ufficio delle Dogane di Napoli 1, ufficio gerarchicamente sottoposto alla Direzione Territoriale Campania, e indicava espressamente la possibilità di proporre ricorso gerarchico entro trenta giorni. La definitività richiesta dall’art. 8 del d.P.R. n. 1199/1971 sussiste per gli atti che esprimono la volontà ultima dell’Amministrazione, adottati dagli organi apicali o dai dirigenti di uffici dirigenziali generali; non ricorre invece per l’atto di un ufficio dirigenziale di livello non generale ancora impugnabile in via gerarchica. Il ricorso straordinario, essendo ammesso soltanto contro atti definitivi, è stato pertanto dichiarato inammissibile.
Osservazioni
Ammissibilità del ricorso straordinario
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è proponibile esclusivamente contro atti definitivi, vale a dire contro provvedimenti che rappresentano l’espressione ultima e definitiva della volontà dell’Amministrazione in linea verticale.
Natura non definitiva del provvedimento impugnato
La revoca della licenza è stata adottata dall’Ufficio delle Dogane di Napoli 1, ufficio dirigenziale di livello non generale gerarchicamente sottoposto alla Direzione Territoriale Campania, e non costituisce quindi la volontà ultima dell’Amministrazione.
Ricorso gerarchico previsto dal provvedimento
La stessa indicazione contenuta in calce al provvedimento, relativa alla proponibilità del ricorso gerarchico alla Direzione Territoriale Campania entro trenta giorni, conferma la non definitività dell’atto e preclude l’accesso immediato al ricorso straordinario.
Norme richiamate
è ammesso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica solo avverso atti definitivi
Il ricorso straordinario è soggetto al presupposto della definitività dell’atto impugnato; non è ammissibile quando il provvedimento sia ancora sottoposto a un rimedio gerarchico ordinario.
artt. 1 e seguenti d.P.R. 1199/1971
Il ricorso gerarchico costituisce, nel caso esaminato, il rimedio ordinario ancora esperibile contro il provvedimento dell’Ufficio delle Dogane.
art. 6 del Regolamento di Amministrazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Le Direzioni interregionali, regionali e interprovinciale esercitano [...] funzioni di programmazione, coordinamento e controllo nei confronti degli uffici locali
La disposizione conferma il rapporto gerarchico tra le Direzioni territoriali e gli uffici locali, rilevante per escludere la definitività dell’atto adottato dall’Ufficio delle Dogane di livello non generale.
Sono richiamati dall’Amministrazione come norme che subordinano il mantenimento della licenza fiscale alla permanenza del presupposto autorizzatorio amministrativo; il Consiglio di Stato non esamina nel merito la loro applicazione, a causa dell’inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è ammissibile soltanto contro provvedimenti definitivi, ossia contro atti che esprimono la volontà ultima dell’Amministrazione in linea verticale.
- Un provvedimento adottato da un ufficio dirigenziale di livello non generale non è definitivo quando l’ordinamento dell’amministrazione preveda la sua impugnabilità mediante ricorso gerarchico davanti alla struttura sovraordinata.
- L’indicazione, nel provvedimento impugnato, della possibilità di proporre ricorso gerarchico costituisce un elemento idoneo a confermare la non definitività dell’atto e determina l’inammissibilità del ricorso straordinario proposto direttamente contro di esso.
Revoca della licenza di un distributore carburanti e ricorso straordinario
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal gestore comodatario di un impianto di distribuzione carburanti contro la revoca della licenza fiscale di esercizio adottata dall’Ufficio delle Dogane di Napoli 1. La società proprietaria dell’impianto, Tamoil Italia S.p.A., è intervenuta quale controinteressata.
Vicenda amministrativa e contrattuale
Il gestore esercitava l’attività in forza di una licenza fiscale rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, collegata a un titolo autorizzativo comunale originariamente intestato alla società proprietaria dell’impianto. Tra il gestore e la società petrolifera era insorto un contenzioso civile in seguito alla risoluzione unilaterale dei contratti di cessione gratuita e fornitura.
La società proprietaria aveva inoltre rinunciato al titolo autorizzativo relativo all’impianto, dopo il rigetto di un progetto di adeguamento, e il Comune di Napoli aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione amministrativa all’installazione e all’esercizio del distributore. A seguito dei controlli, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva comunicato al gestore il preavviso di revoca della licenza. Le osservazioni del gestore, fondate sulla pendenza del contenzioso civile e sull’assenza di un ordine giudiziale di rilascio, non erano state ritenute idonee a superare il venir meno del presupposto autorizzatorio.
Motivi del ricorso
Il ricorrente aveva dedotto eccesso di potere, violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e difetto di istruttoria. Secondo il ricorrente, l’Amministrazione avrebbe dovuto considerare la complessità del contenzioso privatistico e attendere un definitivo accertamento giudiziale sulla legittimità della risoluzione contrattuale.
L’Amministrazione aveva chiesto il rigetto del ricorso, sostenendo sia la natura vincolata della revoca, conseguente alla perdita del titolo autorizzativo comunale, sia, in via preliminare, la non definitività del provvedimento impugnato.
Presupposto della definitività dell’atto
La Sezione ha esaminato prioritariamente l’eccezione di inammissibilità e l’ha ritenuta fondata. L’Ufficio delle Dogane di Napoli 1 è un ufficio dirigenziale di livello non generale, inserito gerarchicamente nella struttura delle Direzioni territoriali dell’Agenzia. Il provvedimento impugnato riportava espressamente l’indicazione della possibilità di proporre ricorso gerarchico alla Direzione Territoriale Campania entro trenta giorni.
Secondo il parere, la definitività richiesta dall’art. 8 del d.P.R. n. 1199/1971 riguarda gli atti che costituiscono l’espressione ultima e definitiva della volontà della pubblica amministrazione in linea verticale. Tale carattere ricorre per gli atti adottati dai dirigenti posti al vertice dell’Amministrazione o dai dirigenti di uffici dirigenziali generali, ma non per il provvedimento di un ufficio dirigenziale di livello non generale ancora soggetto a ricorso gerarchico.
Decisione
Poiché il provvedimento di revoca non era definitivo, il ricorso straordinario non era ammissibile. La Sezione ha pertanto espresso il parere che il ricorso fosse dichiarato inammissibile, senza procedere all’esame dei motivi relativi alla revoca della licenza, alla proporzionalità, alla ragionevolezza, al difetto di istruttoria e agli effetti del contenzioso civile pendente.
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