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Parere

Parere n. 978/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor Michael Boccati contro il Ministero dell’interno e nei confronti dei signori Alessandro Antonio Tricomi e Diego Viola per l’annullamento: del giudizio di non idoneità di cui al verbale del 26 marzo 2018 della Commissione medica per l'accertamento dei requisiti psicofisici per il concorso per l’assunzione di 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato indetto con il Decreto/Bando N. 333-B/12D.2.17/6686, pubblicato nella G.U.R.I. 4^ Serie Speciale "Concorsi ed Esami" del 26 maggio 2017, con il quale è stato giudicato non idoneo per l'asserito motivo "aspetti disforico-ansiosi in soggetto con tratti dipendenti-evitanti di personalità a rilevanza clinica" ai sensi del D.M. 30/06/2003 n° 198 art. 3, comma 2, riferimento tab. 1, punto 15 e s.m.i., notificato in pari data; del provvedimento con cui è stata disposta la sua esclusione dal concorso e/o dalle predette graduatorie; della graduatoria provvisoria e/o finale e/o definitiva, con i relativi Decreti di approvazione, nella parte in cui non riportano il suo nominativo; di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o conseguente, anche non conosciuto, nella misura in cui dovesse risultare lesivo dei suoi interessi, ivi compresi, tra gli altri: la valutazione psicologica e/o psichiatrica richiamata nel giudizio di inidoneità del 26 marzo 2018; l'atto di valutazione della Direzione Centrale di Sanità Servizio Operativo Centrale di Sanità Centro di Neurologia e Psicołogia Medica - Servizio Valutazione Neuro- Psichica per la Commissione Medica con esito "aspetti disforico-ansiosi in soggetto con tratti dipendenti-evitanti di personalità a rilevanza clinica" contenente anche la "proposta valutativa" di "non idoneo" di data 26 marzo 2018 a firma dello Specialista Psicologo e dello Specialista Medico - Medico Capo della Polizia di Stato; la scheda medica della Commissione Medica per l'Accertamento dell'idoneità psico-fisica al servizio di polizia presso il Ministero dell'interno - Dipartimento della P.S. e dell'esito dell'esame neuropsichico e del giudizio finale nei suoi confronti ivi contenuti; tutte le valutazioni poste in essere dalla Commissione e poste a fondamento del giudizio di non idoneità; nonché, per quanto occorra, nella misura in cui dovesse risultare lesivo dei suoi interessi: del decreto n. 333-B/120.2.17/6686 del Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Ministero dell'Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Direzione Centrale Per le Risorse Umane - Ufficio Attività Concorsuali), con cui sono stati banditi i concorsi pubblici per l'assunzione di un numero complessivo di 1148 Allievi Agenti, datato 18 maggio 2017 e pubblicato nella G.U.R.I. - 4^ Serie Speciale "Concorsi ed Esami" del 26 maggio 2017 e dei relativi allegati; della lex specialis dei Concorsi per l'assunzione di 1148 Allievi Agenti pubblicata, ivi compresi: il D.M. del Capo della Polizia n. 333-A/9802.A.2 dd. 23 ottobre 2017, pubblicato in G.U.R.I. il 27 ottobre 2017; del D.M. 30 giugno 2003, n. 198 ed in particolare degli artt. 1 e 3, comma 2, del cit. D.M. e del punto 15 della tabella 1 allegata al medesimo D.M. 198/2003; delle regole tecniche dettate per le procedure di accertamento e selezione, ivi comprese le "Procedure per lo svolgimento degli accertamenti psico-fisici dei concorsi pubblici per l'assunzione di 1148 alllevi Agenti della Polizia di Stato" ed i relativi allegati; del decreto 557/ST/283.602/565 dd. 11 marzo 2016, con il relativo allegato - Ministero dell'interno - Direttore generale della pubblica sicurezza di approvazione dell'unità direttiva tecnica.

Giustizia amministrativa202400359

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del giudizio di non idoneità psico-fisica, dell’esclusione dal concorso per 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato e degli atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

Il ricorrente ha impugnato il giudizio di non idoneità espresso il 26 marzo 2018 dalla Commissione medica per l’accertamento dei requisiti psicofisici, motivato dal riscontro di «aspetti disforico-ansiosi in soggetto con tratti dipendenti-evitanti di personalità a rilevanza clinica», nonché l’esclusione dal concorso, le graduatorie e gli atti presupposti e connessi. Ha dedotto la genericità e l’illegittimità del giudizio per assenza dei previa parametri di valutazione, difetto di motivazione, irragionevolezza, irrazionalità, travisamento dei fatti, manifesta illogicità, errori di fatto, vizi logici e incongruenze tecnico-scientifiche. Nel corso del procedimento il difensore del ricorrente ha dichiarato che il proprio assistito non aveva più interesse alla trattazione dell’affare.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dalla parte ricorrente imponesse la declaratoria di improcedibilità del ricorso. Non sono stati esaminati nel merito i motivi relativi al giudizio di non idoneità, all’esclusione dal concorso e agli ulteriori atti impugnati. La decisione è stata adottata in applicazione del principio dispositivo, ritenuto operante anche nel procedimento relativo al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Osservazioni

Sopravvenuta carenza di interesse

La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla trattazione dell’affare comporta l’improcedibilità del ricorso, senza esame delle censure di merito.

Norme richiamate

  • D.M. 30 giugno 2003, n. 198, artt. 1 e 3, comma 2, e tabella 1, punto 15

    aspetti disforico-ansiosi in soggetto con tratti dipendenti-evitanti di personalità a rilevanza clinica

    La disciplina è richiamata quale base normativa del giudizio di non idoneità psico-fisica, ma il Consiglio di Stato non ne esamina la legittimità o l’applicazione concreta in ragione dell’improcedibilità.

  • Principio dispositivo applicabile al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

    La volontà della parte ricorrente di non coltivare ulteriormente il ricorso, determinata dalla sopravvenuta carenza di interesse, conduce alla declaratoria di improcedibilità anche nel rimedio giustiziale straordinario.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dalla parte ricorrente determina l’improcedibilità del gravame in applicazione del principio dispositivo.
  • La sopravvenienza della carenza di interesse impedisce l’esame dei motivi di merito e degli atti impugnati, anche quando il ricorso riguarda una procedura concorsuale e un giudizio di inidoneità.

Improcedibilità del ricorso straordinario contro il giudizio di non idoneità al concorso per Allievi Agenti

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un candidato al concorso per l’assunzione di 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato contro il Ministero dell’interno e nei confronti di altri candidati. Il ricorso riguardava il giudizio di non idoneità psico-fisica espresso dalla Commissione medica il 26 marzo 2018 e i conseguenti atti di esclusione dalla procedura concorsuale.

Premesse e atti impugnati

Il candidato era stato giudicato non idoneo per «aspetti disforico-ansiosi in soggetto con tratti dipendenti-evitanti di personalità a rilevanza clinica», con richiamo all’art. 3, comma 2, e alla tabella 1, punto 15, del D.M. 30 giugno 2003, n. 198. L’impugnazione comprendeva:

  • il verbale della Commissione medica;
  • la valutazione psicologica e psichiatrica e la proposta di non idoneità;
  • la scheda medica e l’esito dell’esame neuropsichico;
  • il provvedimento di esclusione dal concorso;
  • le graduatorie e i relativi decreti di approvazione, nella parte in cui non riportavano il nominativo del ricorrente;
  • il bando, la lex specialis, le procedure tecniche di accertamento e l’unità direttiva tecnica, nella misura ritenuta lesiva.

Motivi del ricorso

Il ricorrente aveva dedotto la genericità del giudizio di non idoneità, l’assenza dei necessari parametri preventivi di valutazione e il difetto di motivazione. Aveva inoltre contestato l’esercizio del potere valutativo sotto i profili dell’irragionevolezza, dell’irrazionalità, del travisamento dei fatti, della manifesta illogicità, degli errori di fatto, dei vizi logici e delle incongruenze tecnico-scientifiche.

Il Ministero dell’interno, nella relazione istruttoria, aveva ritenuto infondato il gravame e ne aveva chiesto il rigetto.

Sopravvenuta carenza di interesse

Nel corso del procedimento il difensore del ricorrente ha depositato una memoria con la quale ha rappresentato che il proprio assistito non aveva più interesse alla trattazione dell’affare. Il Consiglio di Stato ha attribuito rilievo decisivo a tale dichiarazione, ritenendola espressione della volontà della parte di non coltivare ulteriormente il ricorso.

Valutazioni del Consiglio di Stato

La Sezione ha affermato che il principio dispositivo opera anche nel procedimento relativo al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Pertanto, quando il ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.

La Sezione non ha esaminato le censure riguardanti il giudizio medico, la motivazione dell’inidoneità, la disciplina concorsuale o la legittimità degli atti impugnati, poiché la sopravvenuta carenza di interesse rendeva non più necessario né possibile decidere il merito.

Conclusione

Il parere è nel senso di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e idoneitàConcorsi pubbliciRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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