Cassazione Penale, Sentenza n. 26194/2026 del 13/07/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (condannato)
La controversia
Il condannato, sottoposto a detenzione domiciliare, aveva chiesto di essere autorizzato ad allontanarsi dal luogo di esecuzione della misura per svolgere attività lavorativa presso un'autofficina meccanica e, inoltre, per recarsi quattro giorni al mese presso l'abitazione della madre a Reggio Calabria, con preventiva comunicazione alla polizia giudiziaria degli orari di uscita e rientro. Il magistrato di sorveglianza aveva rigettato l'istanza, richiamando le ragioni già poste a base del diniego dell'affidamento in prova e osservando che la madre non poteva ricevere assistenza domiciliare continuativa. Con il ricorso si denunciavano violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando la mancata valorizzazione della documentazione sulle esigenze familiari e lavorative e sostenendo che le autorizzazioni richieste erano strumentali alla risocializzazione connessa alla misura alternativa. In sede di legittimità la censura relativa alle visite alla madre è stata ritenuta priva di specifiche deduzioni e quindi inammissibile; è stata invece accolta la doglianza concernente l'autorizzazione per lavoro, poiché il provvedimento non aveva effettivamente confrontato la richiesta con i presupposti normativi applicabili e si era limitato a un richiamo generico a precedenti ragioni di diniego.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso limitatamente al mancato accoglimento della richiesta di autorizzazione ad andare presso l'abitazione della madre, per difetto di specifiche censure; per il resto ha accolto il ricorso, rilevando che il diniego dell'autorizzazione all'allontanamento dal domicilio per lavoro era sorretto da motivazione meramente apparente, in quanto privo di un effettivo confronto con la domanda e con i presupposti applicabili. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al magistrato di sorveglianza di Roma per nuovo giudizio.
Norme richiamate
per il detenuto domiciliare si applica, per il tramite del richiamo operato dalla norma, la disciplina che consente l'autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio per il tempo strettamente necessario a provvedere alle indispensabili esigenze di vita.
richiamato dal ricorrente come norma violata, in relazione alle autorizzazioni incidenti sulle modalità di esecuzione della misura.
art. 27, comma 3, Cost.
richiamato dal ricorrente a sostegno della finalità rieducativa e di risocializzazione della misura alternativa.
art. 3 CEDU
richiamato dal ricorrente nel quadro delle doglianze sulla valutazione delle esigenze familiari e lavorative.
art. 8 CEDU
richiamato dal ricorrente per sostenere la rilevanza delle esigenze familiari.
art. 111, comma 7, Cost.
i provvedimenti del magistrato di sorveglianza che incidono sulla libertà personale sono ricorribili per cassazione per violazione di legge.
la mancanza assoluta o l'apparenza della motivazione integra violazione di legge, poiché la motivazione è requisito imposto dalla norma.
per la magistratura di sorveglianza vale l'obbligo di motivazione del provvedimento.
richiamato quale disciplina applicabile, per il detenuto domiciliare, in tema di autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio per soddisfare esigenze di vita indifferibili.
Massime di principio
- I provvedimenti del magistrato di sorveglianza che incidono sulla libertà personale del detenuto domiciliare sono ricorribili per cassazione per violazione di legge; in tale nozione rientra anche la motivazione mancante o solo apparente.
- Quando il condannato chiede una modifica delle prescrizioni della detenzione domiciliare per esigenze lavorative o di vita indifferibili, il giudice deve confrontarsi concretamente con la richiesta e verificare i presupposti normativi applicabili, senza limitarsi a richiami generici a precedenti dinieghi o a formule di rigetto apodittiche.
- La motivazione è meramente apparente quando non consente di percepire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; in tal caso il provvedimento è affetto da violazione di legge.
- Nel giudizio sulle autorizzazioni incidenti sull'esecuzione della detenzione domiciliare, le esigenze di reinserimento sociale e di sostentamento lavorativo devono essere oggetto di effettiva valutazione, ove adeguatamente documentate.
- La censura proposta in cassazione deve essere specifica rispetto a ciascun capo del provvedimento impugnato; in mancanza di specifiche doglianze su un autonomo segmento decisionale, il ricorso è inammissibile in quella parte.
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