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Sentenza

Sentenza del 06/03/2015 n. 4564 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava l'impugnazione degli avvisi di accertamento IRPEF relativi agli anni 1995-1999, emessi nei confronti di M.L. quale socio della società L. G. s.r.l., in conseguenza dell'accertamento di maggiori redditi attribuiti alla società. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato gli avvisi nei confronti del socio, ritenendo assorbente l'annullamento degli accertamenti emessi verso la società. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale decisione deducendo, tra l'altro, la violazione dell'obbligo di sospensione del giudizio pregiudicato in attesa della definizione della controversia riguardante la società.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il terzo motivo di ricorso, ritenendo che il giudice tributario avrebbe dovuto sospendere il procedimento riguardante il socio ai sensi dell'art. 295 c.p.c., in attesa del passaggio in giudicato della sentenza relativa alla società, anziché annullare direttamente gli avvisi di accertamento emessi nei confronti del socio. I primi due motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio a diversa Sezione della Commissione Tributaria Regionale delle Marche, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 295 c.p.c.

    Il giudizio deve essere sospeso quando la decisione dipende dalla risoluzione di una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa.

    Quando l'accertamento del reddito della società costituisce un antecedente logico-giuridico indispensabile per decidere sull'accertamento del reddito imputato al socio, il giudizio relativo al socio deve essere sospeso fino alla definitività della decisione riguardante la società.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 1, 36 e 61

    Le disposizioni del processo civile si applicano, per quanto compatibili, al processo tributario. La sentenza tributaria deve inoltre rispettare i requisiti di motivazione previsti dalla legge.

  • Art. 132, comma 2, c.p.c.

    La norma è stata richiamata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alla dedotta nullità della sentenza per motivazione per relationem priva di autonoma valutazione critica; tale motivo è rimasto assorbito.

  • Art. 360, comma 1, nn. 4 e 5, c.p.c.

    Sono state dedotte rispettivamente la nullità della sentenza per vizio della motivazione e l'omessa motivazione su un punto decisivo; anche tali censure sono rimaste assorbite dall'accoglimento del motivo relativo alla mancata sospensione.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 e principi sul litisconsorzio necessario

    La Corte ha precisato che, nel caso di società di capitali e socio, non ricorre un'ipotesi di litisconsorzio necessario analoga a quella delle società di persone. La causa del socio deve però essere sospesa quando dipende dall'accertamento societario.

Massime di principio

  • Quando l'accertamento fiscale nei confronti di un socio deriva direttamente dalla rettifica del reddito della società, la decisione sulla società costituisce normalmente il presupposto logico-giuridico della causa del socio.
  • Il giudice non deve annullare automaticamente l'accertamento del socio solo perché l'accertamento societario è stato annullato in un altro giudizio: deve verificare se la decisione sulla società sia definitiva e, in caso contrario, sospendere il procedimento dipendente.
  • Società e socio possono essere parti di procedimenti distinti senza che ciò comporti necessariamente litisconsorzio necessario, ma il coordinamento tra i giudizi può essere imposto mediante la sospensione ex art. 295 c.p.c.
  • Se la sentenza di primo o secondo grado decide direttamente la causa dipendente senza rispettare la necessaria sospensione, la decisione può essere cassata con rinvio.
  • L'annullamento dell'accertamento societario produce effetti decisivi sulla posizione del socio solo quando la relativa decisione sia divenuta definitiva o quando il giudice della causa dipendente possa giuridicamente tenerne conto.

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