Sentenza del 06/03/2015 n. 4562 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la cartella di pagamento emessa per il saldo IRAP e per ritenute operate dalla società ma non versate. La CTR della Puglia, con sentenza n. 27/5/09, riformò la decisione di primo grado e respinse il ricorso della società, ritenendo che l'invio dell'avviso bonario fosse una fase eventuale della liquidazione, necessaria solo in presenza di incertezze rilevanti nella dichiarazione. In cassazione la contribuente formulò tre motivi: violazione dell'art. 112 c.p.c. e vizi di motivazione; violazione degli artt. 132 e 342 c.p.c. e degli artt. 53 e 57 del D.Lgs. n. 546/1992; violazione del D.Lgs. n. 462/1997, art. 2, comma 3, del D.L. n. 323/1996, art. 10, comma 2, e della L. n. 212/2000, art. 6.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso perché tutti i motivi erano privi dei requisiti formali richiesti: per le censure di violazione di legge mancava il quesito di diritto, con l'indicazione della regola applicata e di quella che si sarebbe dovuta applicare; per la censura di vizio motivazionale mancava la chiara individuazione del fatto controverso e delle ragioni per cui la carenza motivazionale sarebbe stata decisiva. Di conseguenza resta ferma la sentenza della CTR che aveva respinto il ricorso contro la cartella. La società è stata condannata a rifondere le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 2.300 euro, oltre accessori, spese prenotate a debito e rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15%.
Norme richiamate
Art. 360, n. 3, c.p.c.
Il motivo di ricorso per violazione o falsa applicazione di legge deve formulare un quesito di diritto che identifichi la regola applicata dal giudice e quella alternativa che il ricorrente ritiene corretta, riferendole alla questione concreta.
Art. 360, n. 5, c.p.c.
Il motivo per vizio di motivazione deve individuare chiaramente il fatto controverso e spiegare perché l'insufficienza o contraddittorietà della motivazione su quel fatto sia decisiva per l'esito della causa.
Massime di principio
- In un ricorso per cassazione, la mera elencazione delle norme asseritamente violate non basta: per ogni censura di violazione di legge occorre formulare in modo specifico il quesito, confrontando la regola applicata con quella invocata.
- La censura di vizio motivazionale deve indicare il fatto controverso interessato e chiarire il nesso tra il difetto argomentativo denunciato e la possibile diversa decisione; in mancanza, il motivo è inammissibile.
- Quando tutti i motivi di ricorso sono carenti dei requisiti formali richiesti, il ricorso può essere respinto senza esaminare nel merito le questioni tributarie sottostanti; la parte soccombente può essere condannata alle spese.
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