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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3752/2025 del 29/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Coppola impugna l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sospensione dell'ingiunzione a demolire disposta con sentenza di condanna emessa nei confronti della madre (Ambrosino Maria) divenuta irrevocabile nel 1994. I motivi contestano: 1) violazione del principio di proporzionalità e degli artt. 6, 7, 8 CEDU e artt. 14 e 32 Cost., poiché l'ordine sarebbe sproporzionato dopo oltre 30 anni, l'immobile è l'unica abitazione della ricorrente e sussisterebbero gravi condizioni economiche; 2) errata valutazione delle istanze di condono presentate (legge 47/1985 e legge 724/1994), con la tesi che le opere erano ultimate al rustico entro il 31/12/1993 e che pertanto la sospensione sarebbe giustificata in attesa dell'esito del condono; 3) carenza di potere/incompetenza della Procura ad eseguire la demolizione per effetto di circolare ministeriale e precedenti giurisprudenziali (Sezioni Unite Monterisi), sostenendo che l'autorità amministrativa sarebbe competente per esecuzioni relative a sentenze anteriori al 28/11/1997.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti e tre i motivi. Sul primo, ha confermato che il principio di proporzionalità va valutato principalmente rispetto all'autore dell'abuso e al suo nucleo familiare e non può essere invocato da terzi estranei all'illecito; inoltre la ricorrente, quale erede, non ha fornito prove sufficienti e ha atteso oltre trent'anni prima di attivarsi. Sul secondo, il giudice dell'esecuzione ha correttamente valutato che le istanze di condono non erano prossime a un esito positivo e che vi erano elementi ostativi (comunicazione tecnica del comune che indica il completamento dopo il 31/12/1993). Sul terzo, la Corte ha affermato la competenza del pubblico ministero a eseguire l'ordine di demolizione e ha escluso efficacia vincolante delle circolari amministrative rispetto alla competenza prevista dalla legge. Per l'inammissibilità del ricorso la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. a), b), c) ed e)

    Disposizioni richiamate in relazione ai motivi di ricorso per cassazione; la Corte valuta la correttezza formale e sostanziale dei motivi di impugnazione

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Art. 8 richiamato per il principio di rispetto della vita privata e familiare e del domicilio; la Corte ricorda che l'ordine di demolizione non viola in astratto l'art. 8 e che il principio di proporzionalità rileva in rapporto all'autore dell'abuso e al suo nucleo familiare

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    Richiamati tra le garanzie costituzionali invocate dalla ricorrente; la Corte valuta la compatibilità dell'ordine di demolizione con diritti costituzionalmente tutelati

  • L. 47/1985

    normativa sul condono edilizio

    Richiamata in relazione alle istanze di sanatoria presentate; la Corte conferma che il possibile accoglimento del condono può giustificare sospensione solo se plausibilmente prossimo

  • L. 724/1994

    normativa sul condono edilizio

    Analogamente alla L. 47/1985, considerata nella valutazione sull'effettiva probabilità di ottenere sanatoria

  • D.P.R. n. 380/2001

    Regola l'ordine di demolizione delle opere abusive; la revoca o sospensione per istanza di condono richiede che sia plausibilmente prossimo l'accoglimento amministrativo

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma utilizzata per applicare conseguenze processuali all'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria

  • Circolare del Ministero della Giustizia n. 62/4/13-2186

    Citata dalla ricorrente per sostenere competenza amministrativa all'esecuzione; la Corte osserva che le circolari hanno valore interpretativo interno e non possono prevalere sul dato normativo o vincolare il pubblico ministero

  • Sezioni Unite Monterisi n. 15/1996

    Giurisprudenza invocata dalla ricorrente per la competenza dell'autorità amministrativa; la Corte ritiene invece che la competenza all'esecuzione spetti al pubblico ministero

Massime di principio

  • Il principio di proporzionalità nell'esecuzione dell'ordine di demolizione va valutato principalmente rispetto all'autore dell'abuso e al suo nucleo familiare; terzi estranei non possono assurgere a centralità nella valutazione di proporzione
  • Il ricorrente che invoca la proporzione o la sospensione dell'esecuzione ha l'onere di allegare e provare in modo puntuale i fatti che possano giustificare la misura (es. irreperibilità di soluzioni abitative, condizioni economiche documentate, consapevolezza dell'illegalità ecc.)
  • Le istanze di condono presentate dopo il passaggio in giudicato giustificano la sospensione dell'ordine di demolizione solo se il giudice dell'esecuzione può ritenere plausibilmente prossimo un esito positivo dell'istanza amministrativa; va valutata la presenza di ostacoli sostanziali e i tempi prevedibili di definizione
  • Chi acquista o subentra in un immobile gravato da un ordine di demolizione ha il dovere di informarsi sulla liceità dell'opera e non può invocare la propria ignoranza per sottrarsi alle conseguenze
  • La competenza ad eseguire l'ordine di demolizione di un manufatto abusivo disposto con sentenza penale spetta al pubblico ministero; circolari amministrative o direttive interne non prevalgono sulla normativa e sulla competenza prevista dalla legge
  • Non si può trarre vantaggio dal tempo trascorso dopo l'irrevocabilità della sentenza: l'inerzia dell'interessato non produce un diritto a permanere nell'abuso

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