Cassazione Penale, Sentenza n. 17178/2025 del 07/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte di appello in funzione di giudice dell'esecuzione che aveva accolto le opposizioni e revocato la confisca allargata ex art. 240-bis c.p. di immobili e arredi intestati ad Anna Soldano. Il ricorso censura la decisione per insufficiente e contraddittoria motivazione nella esclusione della riferibilità dei beni al condannato (mancata prova dell'interposizione fittizia nonostante la convivenza ultraventennale e la sproporzione reddituale) e per avere ritenuto necessaria, per la confisca per equivalente, la preventiva identificazione dei singoli beni illecitamente acquisiti dal condannato.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato per nuovo giudizio alla Corte di appello di Bari in diversa composizione. La Corte di cassazione ha richiamato i principi secondo cui: grava sull'accusa l'onere di provare la discordanza tra intestazione formale e disponibilità effettiva mediante elementi caratterizzati da gravità, precisione e concordanza; la presunzione di illecito accumulo fondata sulla sproporzione riguarda solo l'imputato e non automaticamente il terzo, ma la circostanza della convivenza more uxorio ultraventennale non può essere ignorata senza adeguata motivazione; inoltre il secondo comma dell'art. 240-bis non impone la preventiva identificazione dei beni illeciti per disporre la confisca per equivalente, bastando l'impossibilità oggettiva di ablazione dei beni direttamente acquisiti.
Norme richiamate
La norma disciplina la confisca allargata e contiene una presunzione di illecito accumulo che opera nei confronti dell'imputato; per i terzi l'accusa deve provare, con elementi di gravità, precisione e concordanza, la discordanza tra intestazione formale e disponibilità effettiva. Il secondo comma non richiede la preventiva identificazione dei singoli beni illeciti per la confisca per equivalente, ma l'impossibilità oggettiva di ablazione di tali beni.
art. 125 cod. proc. pen. (norma citata nelle censure)
Riferimento procedurale relativo ai criteri di motivazione e valutazione delle prove; la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte territoriale fosse contraddittoria e insufficiente in relazione alla convivenza ultraventennale e alla prova della disponibilità effettiva dei beni.
art. 183-quater disp. att. cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'opposizione agli atti esecutivi; qui invocata in relazione alle opposizioni proposte dai soggetti interessati contro i provvedimenti ablatori.
Massime di principio
- La confisca allargata ex art. 240-bis c.p. nei confronti di terzi richiede che l'accusa dimostri, con elementi di gravità, precisione e concordanza, la discordanza tra intestazione formale e disponibilità effettiva: la sola sproporzione tra redditi e patrimoni non è sufficiente se riferita a terzi.
- La presunzione di illecito accumulo basata sulla sproporzione opera automaticamente solo nei confronti dell'imputato; quando il bene è intestato a un terzo occorre una prova più solida dell'interposizione fittizia.
- La convivenza more uxorio di lunga durata tra il condannato e la titolare formale dei beni è un elemento rilevante che deve essere considerato e adeguatamente motivato dalla Corte nel valutare la riferibilità dei beni al condannato.
- Per la confisca per equivalente (secondo comma art. 240-bis) non è necessaria la preventiva identificazione puntuale dei singoli beni acquisiti illecitamente: è sufficiente dimostrare l'impossibilità oggettiva di ablazione dei beni illeciti e la disponibilità, anche per interposta persona, di denaro o beni di legittima provenienza da sottrarre a garanzia del recupero.
- Se la motivazione del giudice dell'esecuzione è contraddittoria o omette di considerare circostanze pacifiche (es. convivenza ultraventennale), la decisione va annullata e il giudizio rimesso al giudice di merito per nuovo esame.
- In sospette fattispecie di interposizione fittizia è essenziale documentare collegamenti economici o di effettiva disponibilità tra il condannato e il terzo (movimenti finanziari, contributi, rapporti patrimoniali) con elementi che soddisfino il requisito di gravità, precisione e concordanza.
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