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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32387/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Procura ha impugnato l'ordinanza del GIP del 02/03/2023 che aveva rigettato la convalida dell'arresto e la richiesta di arresti domiciliari nei confronti di Pacillo, indagato per il reato ex art. 73 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, per il possesso di 1,5 g di cocaina e 1,5 g di hashish; la Procura ha censurato il GIP per aver ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza sostenendo che dal quadro probatorio emergevano elementi indicativi della destinazione alla vendita quali: presenza di due tipi di stupefacente, 24 ritagli di cellophane per il confezionamento di singole dosi, due bilancini di precisione (di cui uno con tracce di cocaina).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ritenendo che il GIP avesse oltrepassato i limiti del controllo consentito in sede di convalida dell'arresto. La Corte ha ricordato che in tale sede il giudice deve esclusivamente verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria nello stato di flagranza, senza effettuare valutazioni di merito sulla gravità degli indizi. Poiché il GIP aveva invece svolto valutazioni sul carattere personale o destinato alla vendita della droga (valutazioni di merito), la Cassazione ha ritenuto legittimo l'arresto e ha annullato l'ordinanza che ne aveva vietato la convalida.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    Norma sostanziale che disciplina i delitti in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope; nel caso è il fatto-reato contestato (detenzione di droga).

  • Codice di procedura penale, art. 386, comma 3

    Disciplina i termini e le modalità di convalida dell'arresto; la Corte richiama questo articolo per definire l'ambito temporale e procedurale del controllo giudiziale sull'arresto.

  • Codice di procedura penale, art. 390, comma 1

    Riguarda la convalida dell'arresto e gli atti conseguenti; citato dalla Corte in relazione ai limiti del controllo da parte del giudice in sede di convalida.

  • Codice di procedura penale, artt. 380 e 381

    Si riferiscono ai casi e alle ipotesi di flagranza (art. 380) e alle modalità di accertamento (art. 381); la Corte li menziona per delimitare gli ambiti di intervento del giudice alla verifica dello stato di flagranza e dell'ipotesi di reato.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto in flagranza il GIP deve limitarsi a verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria e lo stato di flagranza, senza fare valutazioni di merito sulla gravità degli indizi o sulla responsabilità dell'indagato.
  • Elementi quali la presenza di sostanze di diversa tipologia, numerosi ritagli per il confezionamento in dosi e più bilancini di precisione (soprattutto se con tracce di droga) sono indici sintomatici che possono giustificare la ritenuta destinazione alla vendita e, quindi, la legittimità dell'arresto.
  • Se il giudice di convalida svolge apprezzamenti di merito (es. qualificare come uso personale ciò che, per elementi oggettivi, appare destinato alla cessione) la decisione può essere annullata per aver ecceduto i poteri previsti in sede di convalida.
  • Per il pubblico ministero è importante evidenziare, già nella fase di convalida, gli elementi oggettivi e sintomatici che giustificano l'ipotesi di detenzione ai fini di spaccio, evitando di affidarsi solo al dato ponderale.
  • Per la difesa, pur essendo possibile contestare l'interpretazione degli elementi indiziari, occorre evitare che il GIP compia valutazioni probatorie complesse in sede di convalida: le contestazioni di merito sono più appropriate nelle fasi successive.

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