Cassazione Penale, Sentenza n. 42487/2024 del 20/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la condanna del Tribunale di Mantova per il reato di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c., cod. strada). Veniva dedotto, in primo luogo, vizio di motivazione e inosservanza dell'art. 581 cod. proc. pen., perché l'appello sarebbe stato ritenuto ingiustificatamente generico nonostante l'indicazione di ragioni di diritto e fatti specifici; in secondo luogo si lamentava il mancato riconoscimento della prescrizione intervenuta dopo la sentenza impugnata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi proposti consistessero nella mera reiterazione delle argomentazioni già svolte in appello e puntualmente respinte dalla Corte territoriale, senza mostrare la necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento della decisione impugnata. Quanto alla questione della prescrizione, la Corte ha statuito che l'inammissibilità dell'appello ha impedito l'instaurarsi di un valido rapporto processuale; pertanto le cause estintive sopravvenute (qui la prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata) non hanno potuto operare per impedire il consolidarsi della condanna. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato onerato del pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 a titolo di cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada
Norma che sanziona la guida in stato di ebbrezza; la lett. c) indica il caso con valori alcolemici superiori alle soglie previste che integrano la fattispecie aggravata contestata.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Disposizione citata in relazione ai requisiti del ricorso per cassazione e alla necessità di indicare in modo puntuale i motivi di gravame.
Norma procedurale richiamata in tema di contenuto e specificità dell'impugnazione; nella fattispecie invocata per contestare la declaratoria di genericità dell'appello.
Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000
Corte cost. sent. n. 186/2000
Richiamata in punto di responsabilità per la determinazione della causa di inammissibilità: se non sussiste assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, possono essere imposte spese e sanzioni pecuniarie.
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione deve contenere motivi specifici e strettamente correlati alle ragioni poste a fondamento della decisione impugnata; la mera reiterazione di argomentazioni già esaminate e respinte in sede di merito è in genere inammissibile.
- Il principio del favor impugnationis non esonera il ricorrente dall'obbligo di precisione: l'impugnazione deve evidenziare chiaramente quale punto di diritto o di fatto si contesta e perché la motivazione della corte è erronea o insufficiente.
- Se l'appello è dichiarato inammissibile, non si instaura un valido rapporto processuale che permetta a ragioni sopravvenute (es. prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata) di operare per estinguere la condanna; pertanto è strategicamente importante sollevare tempestivamente eventuali cause estintive.
- La mancata specificità o la scarsa correlazione dei motivi può comportare non solo l'inammissibilità del ricorso ma anche l'addebitamento delle spese e l'imposizione di sanzioni pecuniarie ove non si riscontri assenza di colpa nella condotta processuale.
- Per impugnare efficacemente una sentenza conviene procedere con una mappa puntuale delle ragioni di diritto e dei profili probatori contestati, indicando espressamente in che modo la decisione impugnata li ha valutati erroneamente.
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