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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18544/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Autumn Sailing LTD ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Genova del 15/11/2022 che aveva rigettato la sua richiesta di "restituzione per equivalente" ai sensi dell'art. 46 del d.lgs. 159/2011. La società contestava che, essendo l'unità navale "Force Blue" stata sottoposta a sequestro preventivo (art. 321, comma 2 c.p.p.) e successivamente venduta con autorizzazione giudiziaria, avrebbe diritto alla restituzione del valore equivalente alla differenza tra il valore stimato del natante (circa €19.000.000) e il ricavato della vendita (€6.330.362,21). La difesa sosteneva che l'art. 46 dovesse applicarsi anche nel caso di beni venduti dopo sequestro (per evitare disparità tra beni confiscati e beni venduti sotto sequestro) e che la Corte avrebbe dovuto determinare giudizialmente il valore del bene, ritenendo la vendita giudiziale non rappresentativa del suo reale valore di mercato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo manifestamente infondato. Ha ricostruito il quadro normativo rilevando che l'art. 104-bis disp. att. c.p.p. richiama dal d.lgs. 159/2011 solo le norme relative alla nomina/revoca dell'amministratore giudiziario e alla gestione dei beni (capo I e II) e non la disciplina della destinazione dei beni sequestrati/confiscati (capo III), che comprende l'art. 46. Ha altresì osservato che l'art. 46 si applica alla restituzione per equivalente in ipotesi di beni confiscati e poi destinati a finalità pubbliche o venduti in esito a confisca revocata; nel caso concreto non vi è stata confisca ma solo sequestro e vendita autorizzata, e l'avente diritto ha ottenuto la restituzione del ricavato della vendita ai sensi dell'art. 40 comma 5-ter e 5-quinquies del d.lgs. 159/2011. Perciò non sussisteva il diritto alla ulteriore somma chiesta. Il motivo sulla mancata determinazione del valore è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    "1-bis. Il giudice che dispone il sequestro nomina un amministratore giudiziario ai fini della gestione. Si applicano le norme di cui al libro I, titolo III, del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e successive modificazioni"

    Richiama dal d.lgs. 159/2011 solo le norme relative alla nomina/revoca e alla gestione dei beni (capo I e II) escludendo l'applicazione della disciplina della destinazione dei beni (capo III), perciò non abilita l'applicazione dell'art. 46 nel caso di sequestro preventivo seguito da vendita.

  • art. 46 d.lgs. 159/2011 (Restituzione per equivalente)

    "1. La restituzione dei beni confiscati ... puo' avvenire anche per equivalente ... 2. Il comma 1 si applica altresi' quando il bene sia stato venduto."

    La norma tutela la restituzione per equivalente in relazione a beni che siano stati confiscati (e poi assegnati a finalità pubbliche o venduti). La Corte ha ritenuto che il presupposto è la confisca; se manca la confisca e il proprietario ha ricevuto il ricavato della vendita, l'art. 46 non trova applicazione.

  • art. 40 d.lgs. 159/2011 (comma 5-ter e 5-quinquies)

    Prevede la disciplina della vendita autorizzata dei beni gestiti e la restituzione dei proventi depositati nel Fondo Unico Giustizia; la Corte ha eseguito la revoca del sequestro restituendo alla società il ricavato della vendita (compreso credito IVA e interessi) secondo queste previsioni.

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    Base legale del sequestro preventivo disposto nel procedimento penale; il sequestro ai sensi di questa norma può comportare gestione da parte di un amministratore giudiziario ma non equivale necessariamente a confisca.

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Consente all'avente diritto di proporre appello contro i provvedimenti di gestione dell'amministratore giudiziario e del giudice; la Corte ha ricordato che il terzo può esercitare rimedi impugnatori per tutelare i propri diritti.

Massime di principio

  • La "restituzione per equivalente" ex art. 46 d.lgs. 159/2011 trova applicazione in presenza del presupposto della confisca del bene (con successiva destinazione pubblica o vendita) e non semplicemente del sequestro preventivo seguito da vendita autorizzata; se non c'è stata confisca e l'avente diritto riceve il ricavato, l'art. 46 non è applicabile.
  • Quando un bene è sotto sequestro ai sensi dell'art. 321 c.p.p. e viene gestito/cessato tramite amministratore giudiziario secondo l'art. 104-bis disp. att., si applicano le norme di gestione del d.lgs. 159/2011 (nomina, compiti, gestione) ma non la disciplina della destinazione dei beni (capo III) salvo espressa previsione normativa.
  • Il titolare del diritto sul bene venduto sotto sequestro deve tempestivamente esercitare i rimedi impugnatori (es. appello ex art. 310 c.p.p.) contro le misure di gestione e di vendita se contesta modalità o prezzo; tale rimedio è rilevante per ottenere tutela prima dell'esecuzione della vendita o per impugnare autorizzazioni alla vendita.
  • Se il bene è stato venduto e il proprietario ritiene che il ricavato non corrisponda al vero valore di mercato, oltre ai rimedi penali/procedurali è possibile valutare azioni in sede civile per il ristoro (es. responsabilità dell'amministratore giudiziario o del custode), ma non si può inquadrare automaticamente la differenza come "restituzione per equivalente" ai sensi dell'art. 46 senza il presupposto della confisca.
  • L'invocazione di principi costituzionali o convenzionali (tutela della proprietà, art. 42 Cost., o art. 1 Prot. Aggi. CEDU) non comporta l'estensione dell'ambito applicativo di una norma se il testo normativo e il sistema legislativo mostrano una chiara esclusione dell'applicazione richiesta.

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