Cassazione Penale, Sentenza n. 14371/2025 del 11/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Bari: Scarcelli contestava la qualificazione del reato di riciclaggio (capo H) sostenendo insufficienza e fragilita' degli indizi (assenza di prova della sostituzione targhe e del suo concorso materiale), deduceva vizi di motivazione sugli aumenti per continuazione e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; Cavisi contestava la responsabilita' per ricettazione (beni rinvenuti nel capannone a lui locato) e la qualificazione della recidiva, nonché la mancata motivazione sul trattamento sanzionatorio; Lapenna deduceva vizio di motivazione e travisamento probatorio in relazione al riconoscimento vocale (rotacismo) e alla perizia fonica, sostenendo che gli accertamenti tecnici non consentivano l'attribuzione certa della voce.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Per Scarcelli ha ritenuto manifesta fondatezza della motivazione del giudice di merito, che ha valorizzato immagini e convergenti elementi indiziari (presenza alla guida, riprese CCTV, ripetute sostituzioni di targhe) a supporto del riciclaggio; ha considerato adeguata la motivazione sugli aumenti per continuazione e sul bilanciamento aggravanti/attenuanti. Per Cavisi ha ritenuto congrua la valutazione sulla detenzione del magazzino e sul rinvenimento dei beni, correttamente motivata la ricostruzione della recidiva e proporzionato il trattamento sanzionatorio. Per Lapenna ha ritenuto valido il conforto alla identificazione vocale fornito dalla perizia dei RIS in incidente probatorio e congrua la valutazione complessiva del giudice di merito. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e a una ammenda di euro 3000 a titolo di cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
La Corte ha ritenuto che gli indizi (uso ripetuto dell'autovettura, sostituzioni di targhe documentate dalle immagini) fossero sufficienti a fondare la responsabilita' per riciclaggio, conforme alla dinamica delittuosa.
art. 648 cod. pen. (ricettazione)
Applicata alla responsabilita' per i beni rinvenuti nel capannone; la detenzione del luogo e l'assenza di giustificazioni convincenti hanno legittimato la conclusione di ricettazione.
art. 530, 533, 192 cod. proc. pen.
Richiamati nelle censure processuali relative agli standard probatori e alla valutazione degli indizi; la Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice di merito soddisfacesse i requisiti di adeguatezza e logicita'.
art. 24 Costituzione
Richiamato nel contesto delle garanzie difensive e dell'obbligo di motivazione; la Corte ha ritenuto rispettati i diritti di difesa.
art. 81 cod. pen. (continuazione)
Utilizzato per giustificare gli aumenti per continuazione; la Corte ha ritenuto adeguatamente motivata l'individuazione degli aumenti per ciascun reato satellite.
art. 125 cod. proc. pen. / art. 125 comma terzo cod. pen.
Richiami relativi all'obbligo di motivare la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente, specialmente trattandosi di pene prossime ai minimi edittali.
art. 62-bis e art. 69 cod. pen. (attenuanti/valutazione equivalenza)
La Corte territoriale ha esercitato la propria discrezionalita' nel valutare l'equivalenza tra attenuanti e aggravanti; la Cassazione ha ritenuto tale valutazione adeguatamente motivata e non sindacabile in sede di legittimita'.
art. 99 quarto comma cod. pen. (recidiva)
La Corte ha ritenuto corretta la valutazione della recidiva facoltativa per Cavisi, considerando la continuita' del comportamento criminoso e la rilevanza dei precedenti.
art. 132 e 133 cod. pen. (determinazione della pena e circostanze)
Richiamati dalle censure di Cavisi; la Corte ha ritenuto congruo il trattamento sanzionatorio e adeguata la motivazione in relazione ai criteri legali.
Massime di principio
- La valutazione della prova in Cassazione e' limitata: censure che attaccano la valutazione concreta degli elementi indiziari e la discrezionalita' del giudice di merito sono difficilmente accolte se la motivazione e' articolata e logica.
- Riprese video, documentazione di uso ripetuto di un veicolo e cambi di targhe possono costituire un solido quadro indiziario per riciclaggio o concorso in reati connessi quando valorizzate in modo coerente.
- Il riconoscimento fonico puo' essere ritenuto affidabile se corroborato da perizia tecnica (es. RIS) svolta in incidente probatorio; contestazioni meramente generiche sull'esiguita' del materiale o su discrepanze percettive richiedono elementi tecnici concreti per avere successo.
- La qualificazione della recidiva e il bilanciamento aggravanti/attenuanti rientrano nella valutazione del giudice di merito: e' necessario dimostrare la manifesta illogicita' o la carenza motivazionale per ottenere accoglimento in Cassazione.
- Nelle impugnazioni eccessivamente generiche che ripropongono valutazioni di merito senza critica tecnica puntuale la Corte di legittimita' pronuncia frequentemente l'inammissibilita' o il rigetto.
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