Sentenza n. 852/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento delle ordinanze di demolizione n. 25 e n. 26 del 16.01.2026.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanze di demolizione n. 25 e n. 26 del 16 gennaio 2026
Esito
Favorevole al resistente (comune e proprietario)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ha impugnato le ordinanze di demolizione adottate dal Comune di Salerno con riferimento a opere edilizie realizzate su un fondo in parte di proprietà di una società privata. Il testo non specifica le singole censure di legittimità dedotte contro le ordinanze. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha presentato, il 25 febbraio 2026, un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 d.P.R. n. 380/2001.
La decisione
Il TAR, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza dell’interesse attuale e concreto alla decisione. La presentazione dell’istanza di accertamento di conformità è stata ritenuta idonea a consumare l’interesse alla pronuncia sulle ordinanze sanzionatorie, poiché l’interessata potrà impugnare l’eventuale diniego di sanatoria, mentre l’eventuale esito favorevole potrà determinare la cessazione dell’intera materia del contendere. Il TAR ha inoltre rilevato che la richiesta spontanea di sanatoria è, in linea di principio, incompatibile con la contestuale tesi della piena legittimità delle opere, secondo il principio nemo potest venire contra factum proprium. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.
Norme richiamate
ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata, previa audizione delle parti, quando la causa è matura per la decisione.
istanza di accertamento di conformità ex art. 36 D.P.R. n. 380/2001
La presentazione dell’istanza di accertamento di conformità, nelle circostanze esaminate, incide sull’interesse attuale alla decisione sull’impugnazione delle ordinanze di demolizione: l’eventuale diniego è autonomamente impugnabile e l’eventuale accoglimento può far cessare la materia del contendere.
Massime di principio
- La presentazione, durante il giudizio di impugnazione di un’ordinanza di demolizione, di un’istanza di accertamento di conformità può determinare la sopravvenuta carenza dell’interesse attuale e concreto alla decisione sull’atto sanzionatorio, rendendo il ricorso improcedibile.
- Dopo la presentazione dell’istanza di accertamento di conformità, l’interessato può contestare l’eventuale diniego nell’ambito dell’autonomo giudizio contro il provvedimento di diniego; l’eventuale accoglimento della sanatoria può invece determinare la cessazione dell’intera materia del contendere.
- La richiesta spontanea di sanatoria è, in linea di principio, incompatibile con la contemporanea prospettazione della piena legittimità delle opere edilizie, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.
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