Cassazione Penale, Sentenza n. 38196/2025 del 24/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale relativo ai reati previsti dagli artt. 600-ter e 602-ter c.p. (produzione e tentata produzione di materiale pedopornografico mediante richiesta a minori): la questione centrale era dove si fosse consumato il reato (locus commissi delicti) — nel luogo in cui il materiale è stato materialmente prodotto dalla minore, nel luogo in cui è stato digitato il comando di invio, o nel luogo in cui l'imputato ha ricevuto e avuto la disponibilità del materiale — con conseguente attribuzione della competenza al Tribunale di Roma o a quello di Venezia. È inoltre stato valutato il rapporto di connessione tra i capi di imputazione e l'applicazione dei criteri di determinazione della competenza (art. 16 c.p.p., art. 8 c.p.p., art. 9 c.p.p.).
La decisione
Il Collegio ha dichiarato la competenza territoriale del Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Venezia. Motivazione: qualificando la condotta dell'imputato come "utilizzazione" della minore (pressioni/insistenze/ minacce che hanno determinato la disponibilità del materiale), il reato si è consumato nel momento in cui l'imputato ha ottenuto la disponibilità effettiva delle immagini (ricezione/pieno possesso), non nel mero momento della produzione da parte della minore né esclusivamente nel momento dell'invio. Pertanto il locus commissi delicti è risultato coincidente con il luogo di residenza dell'imputato (competenza di Venezia). Il Collegio ha richiamato l'art. 8 c.p.p. sul luogo di consumazione, la giurisprudenza della Sez. Unite sulla nozione di "utilizzazione" e i criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p. ove necessari; ha altresì ritenuto insufficiente la motivazione del GUP di Roma che aveva individuato il luogo nella produzione materiale delle immagini.
Norme richiamate
"produzione" e "diffusione"
La Corte distingue tra produzione/autoproduzione e diffusione; nel caso di "utilizzazione" da parte di un adulto la consumazione è collegata al momento in cui l'adulto consegue la disponibilità del materiale, non alla sola realizzazione materiale da parte del minore
Norma richiamata in relazione alle condotte aggravate e alla contestazione dei reati connessi
Richiamato per la possibile punibilità per tentativo (capo b) rilevato nell'atto di imputazione)
Applica il criterio generale del luogo di consumazione del reato riferito al momento e al luogo in cui si è realizzato l'elemento materiale del fatto; il Collegio lo interpreta come riferimento al momento in cui l'imputato ottiene la disponibilità del materiale
Richiamiata come criterio suppletivo per individuare la competenza quando il luogo di primo invio non è identificabile con certezza
Utilizzata per qualificare la connessione tra reati commessi dallo stesso soggetto in un ristretto arco temporale
Criterio applicato per determinare la competenza territoriale con riferimento al reato più grave tra quelli connessi
Norme procedurali invocate per la dichiarazione del conflitto negativo e la trasmissione degli atti alla Corte di cassazione
Norma richiamata per la comunicazione dell'ordinanza al giudice resistente
Massime di principio
- Per delitti legati a materiale pedopornografico bisogna distinguere chiaramente tra produzione materiale delle immagini, invio/immissione in rete e acquisizione/disponibilità da parte dell'imputato: il locus può variare a seconda di quale momento costituisca l'elemento materiale del reato attribuito all'imputato
- Se l'adulto ha determinato, con pressioni, l'autoproduzione da parte del minore (cd. "utilizzazione"), la consumazione del reato può ritenersi nel luogo in cui l'adulto ha conseguito la disponibilità del materiale (ricezione/pieno possesso) e non necessariamente nel luogo in cui la vittima ha scattato le fotografie
- Per reati commessi tramite rete telematica: per i soli delitti di diffusione la giurisprudenza tende a identificare il luogo di consumazione nel punto in cui viene impartito il comando di invio; tale regola non è automaticamente estensibile alle fattispecie di produzione rese rilevanti dall'utilizzazione del minore
- Quando sussiste connessione tra più reati commessi dallo stesso soggetto, applicare art. 16 c.p.p. e determinare la competenza rispetto al reato più grave
- Se non è possibile individuare con certezza il luogo di consumazione secondo l'art. 8 c.p.p., ricorrere ai criteri suppletivi previsti dall'art. 9 c.p.p. in ordine gerarchico
- Nelle valutazioni di competenza è essenziale un esame fattuale approfondito sulla dinamica dei ruoli (chi ha prodotto, chi ha richiesto, chi ha inviato, chi ha ricevuto) e sulla sussistenza di elementi di "utilizzazione" secondo i parametri giurisprudenziali delle Sezioni Unite
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