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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40934/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per i reati di rapina (art. 628 c.p.) e lesioni personali (artt. 582-585 c.p.). Il ricorrente ha proposto cinque motivi: 1) contestazione della valutazione probatoria delle dichiarazioni delle persone offese, sostenendo che la gestualità non fosse violenta; 2) mancata riqualificazione in tentativo di furto aggravato; 3) sussistenza della scriminante della legittima difesa per la reazione alle presunte aggressioni, con riferimento all'art. 52 c.p.; 4) mancata concessione dell'attenuante per danno patrimoniale di particolare tenuità (quantificato apoditticamente in circa 600 euro); 5) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche per un richiamo ritenuto sbrigativo dei precedenti penali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua la valutazione dei giudici di merito che hanno fondato la condanna sulla linearità e attendibilità delle dichiarazioni delle persone offese, riscontrate anche dalle certificazioni mediche e dalla incongruenza della versione dell'imputato. Ha escluso la legittima difesa per mancanza di prova di una aggressione violenta e sproporzionata da parte delle vittime, ha ritenuto non applicabile l'attenuante per tenuità del danno patrimoniale considerato il carattere plurioffensivo della rapina e i danni fisici e morali subiti, e ha motivatamente negato le circostanze attenuanti generiche alla luce della gravità dei fatti e dei precedenti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Sentenza con motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Il reato contestato è la rapina; la Corte ha ritenuto dimostrato l'impossessamento e l'uso di violenza o minaccia idonea a integrare il delitto di rapina, sulla base delle dichiarazioni delle persone offese e delle evidenze medico-legali

  • artt. 582-585 cod. pen.

    Le lesioni personali sono state riconosciute in relazione al colpo inferto con le taniche/lattine di olio; la certificazione medica (guaribilità 5 giorni per un ematoma epigastrico) ha corroborato la versione delle vittime

  • art. 52 cod. pen.

    La scriminante della legittima difesa è stata esclusa perché non sono emersi elementi di una aggressione violenta e sproporzionata da parte delle persone offese: esse si erano avvicinate per fermare il sottratto, e non per aggredire, come rilevato anche dall'ufficiale di polizia giudiziaria

  • art. 62, n. 4 cod. pen.

    L'attenuante per danno patrimoniale di particolare tenuità non è stata riconosciuta poiché, nel reato di rapina (delitto plurioffensivo), non basta il modesto valore economico del bene sottratto: occorre una valutazione complessiva del pregiudizio subito dalla persona offesa, comprensiva di danni fisici e morali

  • art. 62-bis cod. pen.

    Le circostanze attenuanti generiche sono state negate in presenza di elementi ritenuti idonei a dimostrare la pericolosità dell'imputato (gravità dei fatti e precedenti), motivazione ritenuta non manifestamente illogica e dunque insindacabile in cassazione

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per la formulazione sintetica dei motivi di impugnazione ai fini di indicazione dei capi di doglianza; la Corte ha ritenuto che i motivi fossero, in realtà, generici o rivolti a una rivalutazione del materiale probatorio

Massime di principio

  • Le dichiarazioni delle persone offese, se coerenti, credibili e corroborate da riscontri (certificati medici, riscontri esterni), possono essere sufficienti a fondare la condanna; la Corte di legittimità non rielabora il merito probatorio se la motivazione di merito è logica e coerente
  • La legittima difesa richiede la prova di un'aggressione ingiusta, attuale e proporzionata nella reazione: la mera reazione a una contestazione o il solo tentativo di fermare un furto difficilmente legittimano la scriminante
  • La riqualificazione in tentativo di furto richiede concreti elementi che dimostrino la mancata consumazione del reato o l'impossibilità di impossessamento definitivo; non è sufficiente l'affermazione generica che l'imputato si sia solo divincolato
  • L'attenuante per tenuità del danno patrimoniale è applicata con cautela nei reati plurioffensivi (es. rapina): il valore economico ridotto del bene sottratto non è decisivo se sussistono danni fisici o morali alla vittima
  • La negazione delle circostanze attenuanti generiche può essere ragionevole quando emergono elementi di pericolosità e precedenti: le valutazioni del giudice di merito su questo punto sono difficilemente sindacabili in Cassazione, salvo vizi logico-giuridici
  • In Cassazione non sono ammessi motivi che si risolvono in una richiesta di riconsiderazione del merito: i motivi generici o che non contrastano profili di diritto ben delimitati sono spesso dichiarati inammissibili
  • Un ricorso infondato o che evidenzi profili di colpa può essere sanzionato con condanna alle spese e con il pagamento alla Cassa delle ammende; occorre valutare con attenzione la fondatezza delle doglianze prima di proporre ricorso

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