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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21488/2026 del 10/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di patteggiamento del Tribunale di Busto Arsizio deducendo: 1) carenza di motivazione sull'esclusione di cause di proscioglimento ai sensi dell'art.129 cod. proc. pen.; 2) illegittimità della misura di sicurezza della confisca della somma di denaro sottoposta a sequestro per carenza dei presupposti previsti dall'art.240 cod. pen., sostenendo che, nel reato di mera detenzione di sostanze stupefacenti, il 'profitto del reato' ai fini della confisca deve corrispondere al vantaggio economico di diretta e immediata derivazione dal reato contestato e non può estendersi a somme riconducibili a pregresse e autonome cessioni non contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il primo motivo inammissibile: la motivazione sintetica del giudice di merito in ordine all'esclusione di cause di non punibilità è sufficiente purché non apparente e coerente con gli atti, e i ricorrenti non hanno indicato elementi specifici che rendessero manifesta l'esistenza di cause di proscioglimento. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la confisca del denaro, disposta richiamando l'art.240 cod. pen., è illegittima nel caso di contestazione del solo reato di detenzione quando non sia stato dimostrato il nesso diretto e di pertinenzialità tra la somma e il reato contestato. La Corte ha quindi annullato la sentenza limitatamente alla statuizione di confisca della somma di denaro e ha disposto il rinvio al Tribunale di Busto Arsizio per nuovo giudizio su tale punto, dichiarando inammissibile il ricorso nel resto e affermando il giudicato sulle responsabilità e sulle pene applicate.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Il giudice che applica la pena su richiesta delle parti può motivare anche sinteticamente sull'assenza di cause di non punibilità; tale motivazione è valida se non apparente e coerente con gli atti. La doglianza generica e priva di specificità è inammissibile.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    La Corte di cassazione esercita il controllo di legittimità anche sulle statuizioni accessorie pronunciate in sede di patteggiamento (es. confisca) e richiede una motivazione, seppur sintetica, sui presupposti normativi di tali misure.

  • art. 240 cod. pen.

    Non è correttamente applicabile per giustificare la confisca del denaro quando il reato contestato è la mera detenzione di stupefacenti e manca il necessario nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato accertato; l'uso di questa norma per confiscare denaro in tali casi è illegittimo.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Per le ipotesi connesse agli stupefacenti, la confisca del denaro può trovare fondamento solo nei limiti e alle condizioni previste dall'art.240-bis (profitto del reato inteso come lucro di diretta e immediata derivazione dal reato), con rigoroso accertamento del nesso causale.

  • art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Opera il rinvio all'art.240-bis cod. pen. per le misure ablative relative ai reati di stupefacenti; pertanto, per confiscare denaro in caso di detenzione occorre verificare i presupposti dell'art.240-bis.

  • art. 73, commi 1, 4 e 7-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (T.U. stupefacenti)

    Le norme che regolano la cessione di stupefacenti prevedono misure ablative quando esiste rapporto diretto tra bene e reato di cessione; tali disposizioni non sono estendibili automaticamente ai casi di mera detenzione senza prova del nesso diretto.

  • Sez. 4, n. 20130 del 19/04/2022, Donato (giurisprudenza)

    Consolidato orientamento secondo cui il denaro è confiscabile come profitto solo se costituisce il lucro di diretta e immediata derivazione dal reato per cui si procede; somme riconducibili a pregresse e autonome cessioni non contestate non possono essere considerate profitto del reato contestato.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina dell'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); non esime il giudice dall'obbligo di motivare le statuizioni accessorie e di verificare l'assenza di cause di non punibilità.

Massime di principio

  • In sede di patteggiamento il giudice deve comunque motivare, anche sinteticamente, sull'assenza di cause di non punibilità; motivazioni generiche e non supportate da elementi processuali sono inammissibili.
  • Per i reati di mera detenzione di stupefacenti la confisca del denaro rinvenuto è ammessa solo se ricorrono i presupposti dell'art.240-bis cod. pen. (per rinvio dall'art.85-bis del T.U. stupefacenti): va dimostrato il nesso di diretta e immediata derivazione tra la somma e il reato per cui si procede.
  • Somme riconducibili a pregresse, autonome condotte di cessione non contestate non possono essere confiscate come profitto del reato per cui è intervenuta la definizione (patteggiamento) se non provato il nesso causale.
  • La Corte di Cassazione può annullare la sola statuizione accessoria (es. confisca) e rinviare il punto al giudice di merito, lasciando ferma la parte sostanziale della decisione quando il resto del ricorso sia inammissibile.
  • Suggerimento pratico per la difesa: documentare l'origine del denaro o richiedere espressa motivazione sul nesso di pertinenzialità tra somme e reato; in assenza di tale dimostrazione la confisca è vulnerabile in sede di legittimità.

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