Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31527/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Del Vecchio, direttore dell'istituto di medicina legale di Imperia, è stata accusata di aver rivelato a un giornalista l'esito dell'autopsia (strangolamento) che doveva rimanere segreto, notizia poi pubblicata su un giornale online. In Cassazione ha impugnato la conferma della condanna (art. 326 c.p.), articolando due motivi: 1) violazione dell'art. 63 c.p.p. con conseguente inutilizzabilità delle dichiarazioni del giornalista Alessi, ritenuto possibile istigatore/concorrente nel reato e dunque soggetto alle garanzie previste per i testi potenzialmente coinvolti; 2) vizio di motivazione, perché la Corte di merito avrebbe affermato di poter decidere prescindendo dalle dichiarazioni di Alessi ma poi le avrebbe comunque utilizzate come prova decisiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi: i giudici di merito hanno dimostrato che la posizione del medico che effettuò l'autopsia (Zaccheo) fu successivamente archiviata e che, al momento della pubblicazione, oltre a Zaccheo solo l'imputata era a conoscenza dell'esito; inoltre l'imputata ebbe ripetuti contatti con il giornalista proprio nei minuti dell'accaduto. Pertanto il giudizio di responsabilità è stato fondato su un compendio probatorio che prescindeva dalla dichiarazione di Alessi e non è stato annullato per inutilizzabilità. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 326 cod. pen.

    La norma è stata applicata per configurare la rivelazione di notizia d'ufficio da parte della pubblica ufficiale/incaricata di pubblico servizio: Del Vecchio, violando i doveri del suo incarico, avrebbe comunicato all'esterno l'esito dell'autopsia che doveva restare segreto, integrando il reato previsto.

  • art. 63 cod. proc. pen.

    La questione verteva sull'inutilizzabilità della testimonianza di un soggetto potenzialmente istigatore/partecipe. La Corte ha ricordato che, anche se sussistono profili che potrebbero richiedere le garanzie previste, l'eventuale inutilizzabilità di una dichiarazione non determina automaticamente l'inefficacia dell'intero compendio probatorio se il giudizio è fondato su elementi indipendenti e sufficienti. In breve: l'eccezione di inutilizzabilità vale se la decisione si fonda essenzialmente su quelle dichiarazioni; se invece esistono altri elementi probatori idonei la condanna può essere confermata.

Massime di principio

  • Se una testimonianza proviene da un soggetto che potrebbe essere autore o complice del reato, va valutata l'eventuale inutilizzabilità ex art. 63 c.p.p.; tuttavia l'inutilizzabilità di quella sola dichiarazione non annulla automaticamente tutte le altre prove.
  • La Cassazione richiede che chi invoca l'inutilizzabilità dimostri che la decisione è stata effettivamente fondata su quella dichiarazione; se il giudice di merito può indicare elementi probatori indipendenti e coerenti, la condanna può reggere anche senza la testimonianza contestata.
  • È fondamentale documentare la catena di contatti e l'esclusività della conoscenza dell'informazione (chi sapeva dell'esito e chi ha avuto contatti nei momenti rilevanti): tali elementi fattuali possono sostituire una dichiarazione eventualmente inquinata.
  • La contraddittorietà apparente tra l'affermazione che una dichiarazione è 'inutilizzabile' e il contemporaneo suo utilizzo come elemento di valutazione può essere superata se il giudice spiega che il giudizio è stato comunque tratto su base autonoma e plurima di prove.
  • In casi simili, la difesa deve sia contestare l'attendibilità del testimone/istigatore sia indicare perché non esistono altri elementi probatori a sostituire la dichiarazione impugnata; senza ciò, la tesi di inutilizzabilità è più debole.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.