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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28395/2022 del 19/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della condanna per concussione tentata continuata (art. 317 c.p.) con plurimi motivi: 1) nullita/inosservanza dell'art. 191 c.p.p. per presunte domande suggestive rese in dibattimento dalla parte civile; 2) errata qualificazione giuridica del fatto: si sostiene che le condotte dovessero essere riqualificate come induzione indebita (art. 319-quater c.p.) e non concussione; 3) vizio di motivazione sui presupposti del reato impossibile e dell'inidoneita del tentativo (artt. 56 e 49 c.p.); 4) carenza di motivazione e violazione dell'art. 81, comma finale, c.p. quanto alla riconosciuta continuazione; 5) questione di legittimita costituzionale e interpretazione conforme in relazione agli effetti accessori della norma (interdizione perpetua dai pubblici uffici) e alla disciplina previgente di art. 317-bis c.p.; 6) eccessivita della provvisionale (art. 539, comma 2, c.p.p.). Inoltre la difesa aveva richiesto remessione alla Corte costituzionale su profili di legittimita.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione (termine prescrizionale decorso nel dicembre 2021, con calcolo degli atti interruttivi e delle sospensioni). Pur constatata la prescrizione, la Corte ha esaminato i motivi e li ha ritenuti infondati nei termini di merito: ha confermato la correttezza della qualificazione in termini di concussione (art. 317 c.p.) alla luce dell'abuso costrittivo anche implicito e della prospettazione di un danno contra ius; ha respinto le censure sulla inutilizzabilita delle dichiarazioni e sulle questioni relative al tentativo impossibile, alla continuazione e alla quantificazione della provvisionale (decisioni discrezionali dei giudici di merito non sindacabili in cassazione). In conclusione la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della decisione impugnata per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen.

    Norma sulla concussione: la Corte conferma che il reato si configura quando il pubblico agente, con abuso costrittivo (anche implicito o allusivo), prospetta un danno contra ius tale da limitare gravemente la libertà di autodeterminazione della vittima; la fattispecie è stata ritenuta applicabile alle condotte dell'assessore che richiedeva percentuali sui lavori.

  • art. 319‑quater cod. pen.

    Norma sull'induzione indebita a dare o promettere utilita: la Corte rigetta la riclassificazione prospettata dalla difesa, richiamando la distinzione tra induzione (pressioni morali con minore valore costrittivo) e concussione (pregiudizio contra ius) e ritenendo che i fatti concreti presentassero elementi tipici della concussione.

  • artt. 56 e 49 cod. pen.

    Riguardano il tentativo e l'impossibilita del reato: la Corte rileva che il reato impossibile si configura solo per eventi irrealizzabili in natura; nel caso la condotta non era inidonea in tal senso.

  • art. 157 e 160 cod. pen.

    Norme rilevanti al calcolo del termine prescrizionale (tenuto conto del massimo edittale e delle diminuzioni per il tentativo); la Corte le ha applicate per determinare la prescrizione, inclusi i periodi di sospensione e interruzione.

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al divieto di domande suggestive: la Corte afferma che la violazione di tale divieto non comporta automaticamente inutilizzabilita della deposizione, salvo comprovato effetto alterante sul risultato probatorio.

  • art. 81 cpv. cod. pen.

    Riguarda la continuazione: la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione della pluralita di atti come continuazione quando essi sono espressione di un disegno unitario e finalistico.

  • art. 539, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sulla provvisionale: la Corte ricorda che la quantificazione della provvisionale è discrezionale dei giudici di merito e non sindacabile in cassazione salvo eccessi manifesti.

  • art. 578 cod. proc. pen.

    Prevede la pronuncia sulle statuizioni civili anche in caso di estinzione del reato: la Corte ne richiama l'operativita, pur avendo comunque annullato senza rinvio per prescrizione.

Massime di principio

  • La prescrizione estingue il reato anche se pronunciata successivamente in grado di appello; la Cassazione può comunque esaminare i motivi di ricorso e le questioni civili richiamate ai sensi dell'art. 578 c.p.p.
  • La distinzione fra concussione (art. 317 c.p.) e induzione indebita (art. 319‑quater c.p.) si fonda sul criterio del danno contra ius e sulla gravita della limitazione della libertà di autodeterminazione della vittima: pressioni implicite o prospettazioni di un danno ingiusto possono integrare concussione anche senza minacce esplicite.
  • La violazione del divieto di porre domande suggestive in dibattimento non determina di per sé l'inutilizzabilita della deposizione; occorre provare l'effettivo condizionamento della prova.
  • Il reato impossibile richiede che l'evento sia intrinsecamente irrealizzabile in natura; la semplice assenza di poteri formali non esclude la potenziale idoneita della condotta se l'agente aveva, per ruolo o delega, possibilita di influenzare l'esito.
  • La qualificazione della continuazione fra piu condotte è legittima quando esse manifestano un disegno unitario e finalistico; la valutazione compete ai giudici di merito e non è facilmente sindacabile in Cassazione salvo manifeste illogicita motivazionali.
  • Le decisioni sulla concessione e misura della provvisionale sono valutazioni discrezionali dei giudici di merito e difficilmente impugnabili in sede di legittimità, salvo eccessi evidenti.

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